Padova, la giunta Bitonci taglia i mediatori culturali

PADOVA. Niente più mediatori culturali per i bambini e ragazzini immigrati che non hanno alcuna competenza linguistica in italiano ai primi giorni di scuola. È la Cgil di Padova a denunciare la mancata presentazione del consueto bando comunale per la mediazione linguistica nelle scuole elementari e medie di Padova, attivo già da più di dieci anni. Un risparmio da circa 120 mila euro all’anno a fronte di un mancato servizio che rischia di aumentare le difficoltà di inserimento degli alunni fra i 6 e i 13 anni al primo approccio sia con la scuola che con la lingua italiana.
«Nello scorso anno scolastico abbiamo seguito 235 bambini in circa trenta scuole di Padova», spiega Ala Yassin, presidente della cooperativa Orizzonti dal 2003 attiva nella mediazione linguistica nelle scuole grazie ai bandi diretti del Comune di Padova. «Si trattava mediamente di circa quattro o cinque bambini per ogni classe elementare e di due o tre ragazzini per ogni classe di scuola media con lingue differenti dall’italiano e con culture e approcci all’educazione completamente diversi da quelli locali. Oltre alla perdita di circa venti posti di lavoro per la cooperativa, si tratta di una grave perdita per il sistema scolastico di Padova che da anni aveva fatto affidamento su un servizio che viene a mancare proprio all’inizio dell’anno scolastico».
È un taglio che la Cgil non esita a definire preoccupante: «Eliminare questa forma di supporto è assurdo», spiega Antonio Pantano della Flc Cgil di Padova, «e mette a rischio sia l’integrazione degli stranieri che la didattica nelle classi». Pure in assenza di budget definiti il Comune sembra avere le idee chiare sul futuro. «Con il mio assessorato i soldi per la scuola non sono mai mancati e non mancheranno in futuro», assicura Alessandra Brunetti assessore alle Politiche scolastiche, educative e Sociali del Comune. «Abbiamo semplicemente scelto di cambiare modello. Quello del bando triennale era uno strumento vecchio che non risponde più alle esigenze di un presente dove i bambini al primo approccio con la lingua e la cultura diminuiscono mentre cresce notevolmente il fenomeno della dispersione». Un nuovo approccio, quello previsto dal Comune, per esigenze diverse che puntano all’insegnamento dell’italiano e alla riduzione della dispersione scolastica. «Di concerto con i dirigenti abbiamo scelto di lavorare a un sistema che preveda un’iniziativa diretta degli istituti che presenteranno specifici progetti», continua l’assessore. «Nei prossimi tre mesi faremo un monitoraggio e poi sceglieremo l’entità dei fondi e le modalità di gestione delle iniziative».
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