Sfondano la vetrina del Compro Oro con l’auto ma non rubano nulla, in 4 arrestati a Padova

La banda aveva colpito un Compro Oro in centro usando come ariete un’auto rubata il giorno prima. Sfondata la vetrina, i ladri erano entrati non riuscendo però a rubare niente. Intercettati e fermati dai carabinieri

La vetrina del Compro Oro
La vetrina del Compro Oro

I carabinieri di Padova hanno arrestato in flagranza di reato quattro giovani romeni tra 19 e 24 anni, senza fissa dimora, per tentato furto aggravato in concorso, che avevano sfondato con un'auto la vetrina di un Compro Oro, senza riuscire però a rubare nulla.

L'episodio risale alle ore 3:30 del 24 ottobre scorso, ed è stato reso noto lunedì 26. Al 112 era giunta la segnalazione di un cittadino che aveva visto l'auto a motore acceso, in retromarcia a ridosso della vetrina, e una persona vestita di nero a piedi nelle immediate vicinanze.

All'arrivo sul posto, i militari hanno visto il veicolo, abbandonato con le portiere aperte nei pressi del vicino Istituto di Medicina Legale, avviando le ricerche nelle vie limitrofe. A circa 200-300 metri hanno intercettato i quattro giovani che si stavano allontanando a piedi verso il centro cittadino, che sono stati raggiunti e identificati sul posto.

Lungo la direttrice di fuga, sotto le vetture in sosta o nei cestini della spazzatura, i militari hanno recuperato guanti, passamontagna e arnesi da scasso, tra cui un piede di porco, un martello e un cacciavite.

Dalla ricostruzione è emerso che i giovani avevano impiegato a mo' di ariete l'auto — rubata il giorno precedente in un comune della cintura urbana — lanciandola in retromarcia per mandare in frantumi la vetrina del negozio. Mentre uno faceva da "palo" all'esterno, gli altri tre sono entrati nel Compro Oro senza tuttavia riuscire ad prendere nulla. Anche in base ai filmati della videosorveglianza, i quattro sono stati dichiarati in arresto per tentato furto e denunciati per ricettazione del veicolo e porto ingiustificato di grimaldelli e arnesi atti allo scasso.

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