Processo ai quattro manifestanti arrestati a Padova, sit-in fuori dal Tribunale
A giudizio gli appartenenti all'area anarchica fermati all’apice della manifestazione di sabato 24 ottobre, sono accusati di resistenza a pubblico ufficiale. Una cinquantina di persone attende l’esito della direttissima

Circa un centinaio di persone tra esponenti del centro sociale Pedro, anarchici e studenti, ha manifestato lunedì mattina 26 ottobre fuori dal tribunale di Padova per portare solidarietà agli arrestati, in contemporanea all’udienza di convalida prevista all’interno del palazzo di giustizia.
I giovani erano stati fermati e arrestati dalla polizia dopo che, assieme ad una quarantina di persone, avevano tentato di occupare la stazione ferroviaria con l'intento di bloccare i binari.
Nell'aula si trovano un 19enne di Monselice (Padova), un 18enne di Camposampiero (Padova), una 28enne vicentina e un 30 enne padovano, appartenenti all'area anarchica e accusati di resistenza a pubblico ufficiale in concorso.
Una protesta che si è estesa al riarmo, al carovita, ad un futuro privo di speranze: alcuni rappresentanti dei manifestanti, che pacificamente si sono seduti sui gradini del Palazzo di Giustizia, guardati a vista da decine di poliziotti, hanno invitato anche il Comune di Padova a schierarsi a favore dei manifestanti, ad ascoltarli e a comprendere le loro ragioni, e hanno preannunciato l’adesione allo sciopero previsto il 30 ottobre.
Ribadite le critiche nei confronti del questore di Padova Odorisio che avrebbe emanato anche una serie di misure nei confronti di minorenni che hanno partecipato alla manifestazione di sabato scorso.
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