Padova lancia la crociata anti-prostituzione

PADOVA. Lotta senza quartiere alla prostituzione: «Nessuna zona franca in città, manderemo via le lucciole dalle nostre strade». L’assessore alla sicurezza Maurizio Saia riacquista il suo tono perentorio quando spiega perché le multe ai clienti e alle prostitute entrano nel nuovo regolamento di polizia urbana, anziché essere regolati da un’ordinanza. Un passaggio che è amministrativo ma che sarà anche sancito da un voto del consiglio comunale. E che tradotto dal “politichese” vuol dire: impegno massimo in vista della bella stagione, nessuna lucciola sulle strade di Padova.

Cosa prevede il regolamento. L’ordinanza anti-lucciole rinnovata dal sindaco Bitonci, dopo quelle delle precedenti amministrazioni, verrà trasformata in un articolo (precisamente il numero 11) del regolamento di Polizia urbana.
Resterà il divieto di sostare in luoghi pubblici «in atteggiamento che connoti in modo inequivocabile l’attività di meretricio». Così come per gli automobilisti sarà vietato fermarsi a contrattare prestazione sessuali. Ancor peggio far salire la lucciola in macchina.
Multe o lavori utili. La multa sia per l’automobilista che per la lucciola resta la stessa. Ed è la più pesante: 500 euro. Ma viene introdotta una nuova possibilità: 50 ore di lavori socialmente utili. «Anche se non credo che vedremo molti uomini accettare questa possibilità, per la vergogna di dover ammettere di andare a prostitute», osserva Saia.
Resterà anche la possibilità per gli agenti della polizia locale di «confiscare» l’incasso della prestazione.
Atto non impugnabile. Il senso politico della scelta di inserire il divieto di prostituzione su strada nel regolamento di Polizia urbana è tutto qui: un’ordinanza è riservata a situazioni d’emergenza contingenti e urgenti. Un voto del consiglio comunale invece trasformerà il divieto in una sorta di “legge” del Comune di Padova.
«In questo modo sentenze come quella di Verona ci fanno un baffo – sottolinea l’assessore alla sicurezza – A volte ci sono decisioni di fantasia dei giudici di pace: ho la sensazione che quella di Verona sia una di queste».
I numeri dell’ordinanza. In poco meno di due mesi di applicazione l’ordinanza anti-prostitute ha portato a 184 sanzioni alle lucciole che sono state sorprese «in atteggiamento» inequivocabile. Più altri 8 per automobilisti che hanno consentito alla lucciola di salire in macchina e 3 che si sono fermati intralciando il traffico.
Lotta al degrado. «La nostra non è una lotta alla prostituzione - osserva Saia - Ma al degrado che l’attività provoca nelle strade. È un’attività che infastidisce i cittadini e che dequalifica intere zone».
No alla zonizzazione. E proprio sulla possibilità di creare un’area a luci rosse Maurizio Saia esprime la sua forte contrarietà: «Non esistono zone di serie A e serie B. Neppure la zona industriale, anche se è meno abitata può essere utilizzata per questo tipo di attività, perché creerebbe problemi a Camin e ai comuni limitrofi».
Controllo del territorio. «Crediamo di essere in grado di aumentare nel tempo il controllo globale del territorio, non solo contro la prostituzione ma contro il degrado in generale», annuncia Saia. La riorganizzazione della polizia locale dunque dovrebbe consentire una maggiore presenza sulle strade.
Accordo altri comuni. È allo studio anche un accordo con i comuni della cintura urbana nella lotta alla prostituzione.
«Non vogliamo che le prostitute che vanno via da Padova vadano a finire per le strade di Limena o di altri comuni vicini», spiega l’assessore alla sicurezza. «Per questo ci vedremo presto con gli altri sindaci della città metropolitana per mettere a punto provvedimenti utili e una collaborazione tra le polizie locali. Ma dobbiamo fare in fretta perché la stagione estiva si avvicina e tra poco il fenomeno riprenderà piede».
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