Padova, le rubano la pensione: «Ora siamo a pane e acqua»

PALESTRO. Il portafogli che sparisce dopo la spesa. Dentro poco meno di 200 euro, tutto il patrimonio della signora Anna che precipita nella disperazione, con la prospettiva di tre settimane ad acqua. Senza nemmeno il pane da inzupparci. «All’inizio del mese - racconta la signora che vive in via Monte Cengio - appena presa la pensione di invalidità, 250 euro, mi sono recata al Lidl di via Sorio a fare la spesa ma, arrivata a casa, non ho più trovato il portafogli. Non so se me l’abbiano rubato mentre caricavo la spesa sulla bici fuori dal supermercato prima di tornare a casa o se l’ho perso, ma dentro c’erano tutti i miei soldi e i documenti. Se qualcuno l’avesse trovato avrebbe saputo a chi restituirlo, il problema è che in giro ormai è pieno di disgraziati». Proprio i soldi, prima ancora dei documenti, sono il problema: la signora Anna, 65 anni e un’invalidità del 76%, vive in affitto con il figlio disoccupato. Per contribuire, l’uomo, 39 anni, si accontenta di scaricare qualche cassa in nero, ma senza prospettive, racconta la madre: «Aveva fatto richiesta dei buoni lavoro in Comune, ma non ha ottenuto risposta» aggiunge la donna.
Per sbarcare il lunario i due si devono accontentare della pensione sociale, cui si aggiungono altri 200 euro dai Servizi sociali del Comune: «Quando ho ritirato la pensione ho subito pagato l’affitto, 25 euro, e una bolletta, quindi ero rimasta con 175 euro nel portafogli - racconta ancora la signora Anna - che si sono volatilizzati assieme ai documenti. Ho percorso e ripercorso via Sorio mille volte, senza risultato. Poi, non sapendo più che fare mi sono rivolta alla Caritas per un aiuto, ma mi hanno risposto che al massimo avrebbero potuto darmi una mano a pagare una bolletta, ma io non ne avevo: l’avevo già pagata. Allora un prete mi ha detto che avrebbero pregato per me. Il problema è che ho bisogno del Kukident, sennò mi cade la dentiera: costa 9 euro e ne uso quasi uno a settimana. Il mese scorso mi ero presa il lusso di acquistare un materasso, facendomi prestare 100 euro, perché non riuscivo più a dormire sulle coperte e li ho dovuti restituire».
La signora Anna guarda alle prossime tre settimane senza un centesimo in tasca, mentre l’angoscia sale: «Stiamo dando fondo alla dispensa - conclude - dopodiché fino al primo giugno ci resta l’acqua. Prego chi avesse trovato il mio portafogli di mettersi una mano sulla coscienza. La vita è già molto dura così, ma adesso per noi c’è solo disperazione».
Aggiornamento dell'11 maggio 2013. Sono già arrivate molte offerte di aiuto, grazie a questo articolo è partita una gara di solidarietà per la signora Anna. Chi volesse aiutarla può contattarci a cronaca@mattinopadova.it indicando un suo recapito che noi gireremo alla signora Anna. Grazie!
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