Padova. Leroy Merlin, il no dell’autorità di bacino: «C’è un elevato rischio di allagamenti»

PADOVA. C’è un rischio di «elevata allagabilità» nell’area dell’ex foro boario di corso Australia, addirittura con un tempo di ritorno già stimato in 30 anni. È una nuova tegola quella che arriva per il progetto di Leroy Merlin, la multinazionale del bricolage che vuole aprire un nuovo punto vendita a Padova ristrutturando l’ex Cattedrale Davanzo con un investimento di 30 milioni di euro.
Un intoppo che arriva dal parere dell’Autorità di bacino distrettuale delle Alpi Orientali, cioè l’ente che ha il compito di segnalare le situazioni di pericolosità idraulica. Una segnalazione cui i tecnici consulenti dell’azienda Giovanni Campeol e Anita Scalco hanno “controdedotto” rispondendo che esiste un «piano di evacuazione» che può scattare in caso di allarme.
Il parere negativo
L’autorità di bacino ha comunque dato parere negativo al progetto, con un atto firmato dal dirigente amministrativo Cesare Lanna. La documentazione prodotta da Leroy Merlin non ha convinto i tecnici: «Non si rinviene alcuna indicazione circa possibili misure (strutturali e non strutturali) idonee a mitigare la condizione di pericolosità da alluvione fluviale segnalata». Vale a dire: nulla è stato previsto nel progetto definitivo per ridurre il rischio di allagamenti. Allagamenti che deriverebbero in particolare dalle possibili piene del Bacchiglione, un fiume condizionato soprattutto dalle precipitazioni nelle aree montane e pedemontane, che già nell’alluvione del 2010 ha creato non pochi problemi.
L’autorità lascia comunque una porta aperta: «Il parere negativo potrà essere rivisto in esito alla proposta di interventi strutturali lungo la tratta fluviale, nonché in esito all’adozione di misure non strutturali atte a garantire la pubblica incolumità delle persone e la salvaguardia dei beni esposti».
La replica dei progettisti
È direttamente il responsabile dello studio di impatto ambientale, Giovanni Campeol, supportato dalla responsabile della compatibilità idraulica Anita Scalco, a rispondere alle contestazioni. «L’intervento previsto nell’ex foro boario di corso Australia non prevede la realizzazione di nuove strutture edilizie ma attua una rigenerazione urbana in una struttura esistente che mantiene la medesima funzione urbanistica originaria, cioè il commercio, non ha interrati ed è vincolata dalla Soprintendenza – spiegano – In particolare il progetto prevede interventi di natura idraulica che migliorano le locali condizioni idrauliche». Tra l’altro, fanno osservare i consulenti, il Bacchiglione è anche condizionato dalle manovre effettuate dal Genio civile che gestisce i bacini di laminazione e il nodo idraulico di Padova.
Per superare il parere negativo, dunque, i proponenti si sono impegnati a realizzare un Piano di emergenza che prevede, quando il livello dell’idrometro a Longare supera la soglia di allarme dei 5,50 metri, questi interventi: «Chiusura precauzionale delle attività commerciali, evacuazione delle persone eventualmente presenti all’interno dell’area, interruzione della viabilità interna mediante chiusura dei cancelli».
Bocciati i rilievi dei comitati
Sono state invece tutte respinte le osservazioni elaborate dai comitati e firmate dai professori Alessandro Angrilli (comitato difesa alberi) e Patrizio Giulini (ex comitato giardini storici del Mibact), e da Giulio Zabeo (Borgo Peano) e Enrica Guzzonato (Cattedrale Davanzo). In particolare sull’aumento del traffico con 800 mila veicoli in più all’anno e la pericolosità sanitaria dello smog, quelle dei comitati sono state giudicate considerazioni «di natura apodittica e autoreferenziale e non contengono alcuna confutazione tecnica sul modello di stima del traffico».
In più viene fatto presente che è previsto un progetto di rimboschimento concordato con il Comune, realizzati percorsi ciclopedonali per mettere in sicurezza la mobilità dolce, la piantumazione di alberature nell’area del parcheggio e la realizzazione di vasche di laminazione. Quanto a tutte le altre contestazioni: «Sono di natura politico programmatica» o anche «esprimono delle opinioni sostenute da riferimenti che nulla hanno a che fare con l’intervento in oggetto». Insomma: il progetto va avanti. —
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