Padova. Licenze del Salone in scadenza. Ecco il modello fiorentino

PADOVA. In missione a Firenze per confrontarsi con altre esperienze, conoscere colleghi, portare a casa nuovi modelli che siano d’ispirazione. Gli esercenti delle botteghe storiche padovane sono partiti ieri mattina per trascorrere due giorni nella città di Dante: il programma è denso di appuntamenti, tra cui spiccano le visite ai due grandi mercati coperti della città. Non un caso, dato che a fine anno scadranno le licenze dei commercianti sotto il Salone, e questa può essere l’occasione per immaginare una nuova riorganizzazione del consorzio.
Il Salone da ripensare
«Il Salone è uno dei luoghi riconosciuti dalla Regione per il suo contenuto storico e per l’alto valore sociale del mercato» spiega Alessandra Trivellato, coordinatrice Fondazione negozi storici di Padova, «stiamo lavorando per trovare nuove soluzioni, vogliamo che le attività sotto il Salone e quelle attorno siano sempre più valorizzate. Da uno studio che abbiamo condotto grazie al progetto Memento emerge che la maggioranza dei clienti del Salone sono cittadini padovani, pensionati, sopra i 65 anni. Spesso si tratta di consumatori abitudinari, che acquistano in questi luoghi storici per la qualità del prodotto e per l’esperienza di acquisto positiva». Confesercenti avverte però la necessità di un cambio di passo. «L’indagine ci dà altre indicazioni per ampliare il pubblico di riferimento» conferma Trivellato, «coinvolgendo sempre più anche le nuove generazioni: secondo noi ci sono ampi margini di miglioramento per quanto riguarda gli orari di apertura, l’organizzazione di eventi enogastronomici e la presenza di offerte on line».
La gestione
Il mercato coperto di Padova oggi conta 56 attività, che pagano l’affitto all’Amministrazione comunale. Hanno un canone molto agevolato, ma devono sottostare a una serie di vincoli: non ci sono servizi igienici né retrobottega, e per ogni minimo intervento strutturale serve il via libera della Soprintendenza. In media, l’affitto è di 450 euro al mese, ma varia a seconda della metratura. Si aggiungono poi 800 euro all’anno per le spese di sorveglianza, pulizia e assicurative. Attenzione, però: i canoni d’affitto, fissati l’ultima volta nel 2011 dall’Amministrazione Zanonato con un rincaro del 23% rispetto ai precedenti, scadranno a fine anno.
Firenze insegna
Ma il viaggio a Firenze vuole essere un’opportunità per studiare tutta l’organizzazione delle botteghe storiche, che a Padova sono numerose: circa 120 quelle iscritte al registro comunale, dalla drogheria di fine Settecento alla farmacia ottocentesca del Duomo, dalla gioielleria fondata a metà del secolo scorso alla trattoria dell’Ottocento. Ci sono negozi storici di giocattoli, alimentari, arredamento, casalinghi, mercerie, ottica e panifici. Vantano non solo una lunga tradizione in termini di anni di attività, ma anche una sede che ne testimonia la storia.

«Obiettivo della missione» spiega il vicepresidente di Confesercenti del Veneto Centrale Flavio Convento, «è di stringere un gemellaggio tra botteghe storiche delle diverse città, per amplificare l’importanza e la forza della rete e promuovere itinerari turistico-commerciali. I negozi storici sono il cuore e l’anima delle città e stiamo investendo molto per sostenerli. I 2 milioni di euro in arrivo dalla Regione saranno un contributo importante». Il tour di Confesercenti, già passato da Genova, prevede tappe a Roma, Milano e Napoli. —
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