Padova, Marcato accelera sulla candidatura: «Entro settembre serve una decisione sul sindaco»
Il pressing del leghista: «Il centrodestra scelga presto, se vado bene lo dica. Mi auguro che i sondaggi su Padova abbiano lo stesso impatto di Venezia». Primo faccia a faccia con Micalizzi: entrambi giurati alla gara di grigliate

«Non c’è tempo da perdere». A oltre tre mesi dall’intervista rilasciata al Mattino, in cui dava la disponibilità a candidarsi a sindaco, Roberto Marcato è passato dalle parole ai fatti. Incontri riservati, colloqui con le categorie, contatti trasversali con esponenti politici («Sempre nel segno della stima reciproca», assicura), inaugurazioni e presenze sempre più frequenti intorno al municipio («Ormai monto la tenda», scherza).
Perfino il primo faccia a faccia tra probabili sfidanti: una domenica al parco Fenice, da giurati alla gara di grigliate, insieme al dem Andrea Micalizzi. Insomma, l’ex assessore regionale, leghista fuori dagli schemi, amico di Andrea Pennacchi e Luca Favarin, sembra intenzionato a giocarsi davvero la partita per Palazzo Moroni. Lo incoraggiano i risultati in laguna: «I sondaggi danno il centrosinistra avanti a Padova», ragiona, «mi auguro che abbiano lo stesso impatto che hanno avuto a Venezia. I sondaggisti fanno fatica a intercettare il trend reale del voto: l’elettorato oggi è estremamente liquido».
Per Marcato, però, il nodo principale resta il fattore tempo. «Per me la coerenza è un valore», spiega, «e dal primo giorno ho detto che la mia disponibilità vale a condizione che la decisione arrivi entro settembre».
Una richiesta motivata non soltanto dal rispetto verso gli elettori, ma anche da considerazioni strettamente politiche. «Se vado bene come candidato, vado bene oggi come a maggio dell’anno prossimo. Il tempo non qualifica la mia figura. Però non basta credere in una candidatura: bisogna comunicarlo. E l’unico modo per farlo con efficacia è partire con il giusto anticipo». Un ragionamento che l’ex assessore regionale lega anche ai precedenti: «Quando abbiamo tergiversato, dando l’impressione di non essere davvero convinti, ha vinto l’avversario».
Da qui il pressing nei confronti dei vertici della coalizione: «Bisogna che entro settembre arrivi una risposta».
Sia chiaro: «Non sono un pivello, capisco che i partiti debbano fare tutte le loro valutazioni. Però l’interesse del cittadino deve venire prima di quello di parte. E lo dico con il massimo rispetto per le segreterie». Secondo il leghista, il centrosinistra sarebbe già in campagna elettorale permanente.
«Mentre il centrodestra riflette legittimamente sulle proprie scelte, chi governa la città continua con inaugurazioni, conferenze stampa, convegni. Per loro la campagna è già aperta. Io credo che all’avversario non si debba concedere neppure un centimetro di vantaggio competitivo». Marcato insiste soprattutto sulla necessità di costruire in anticipo un racconto credibile della città.
«Padova è una realtà complessa, grande e importante», riflette il bulldog. «Non si può pensare di spiegare un’idea di città in un solo mese di campagna elettorale. L’ultimo mese serve per lo sprint finale, ma la corsia di accelerazione deve essere lunga».
Sul fronte opposto, nel centrosinistra nessuno sembra intenzionato a scoprire troppo presto le carte, ma le manovre sono già iniziate. I nomi più accreditati restano quelli del citato Micalizzi, vicepresidente del parlamentino regionale ed ex vicesindaco, e di Antonio Bressa, attuale vice di Sergio Giordani.
Entrambi dem, ma con profili diversi: il primo collaudato regista di preferenze, il secondo interprete di un’area più moderata, in costante dialogo con il mondo economico. In queste settimane, non è passato inosservato il fatto che entrambi presidino sistematicamente eventi pubblici e iniziative sul territorio. Dove c’è uno c’è l’altro. È chiaro: la corsa per Palazzo Moroni è partita.
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