Padova, per chi assume o compra droga all’aperto 500 euro di multa

Il sindaco-sceriffo ci riprova. Da martedì la violazione del divieto di acquistare, ricevere o consumare droga in aree publiche o aperte al pubblico, viene sanzionata con una multa di 500 euro. Chi però accetterà di rivolgersi, entro un mese dalla sanzione, al Servizio tossicodipendenze, avrà un sostanzioso sconto: pagherà solo 50 euro.
Ricordate? Era il 30 gennaio 2009 quando Flavio Zanonato, sulla scorta del decreto Maroni (dell’estate 2008) che aveva attribuito poteri speciali ai primi cittadini in materia di sicurezza urbana e d’incolumità pubblica, firmava l’ordinanza che prevedeva 500 euro di multa per chiunque venisse trovato a vendere, acquistare o consumare stupefacenti o sostanze psicotrope nelle aree pubbliche o aperte al pubblico. Al provvedimento, dopo un defatigante “labor limae”, il sindaco era arrivato dopo ampie consultazioni con l’allora prefetto Michele Lepri Gallerano. C’era infatti da capire fino a che punto un’ordinanza sindacale potesse modificare la legge Fini-Giovanardi in materia di droga. Non mancarono, all’epoca le prese di posizione: tra tutte la più clamorosa fu quella di Aurora D’Agostino, allora capogruppo dei Verdi a Palazzo Moroni, che il 2 febbraio 2009, in segno di protesta, fumò uno “spinello” in consiglio comunale. Tre anni dopo la Corte d’appello di Venezia ha assolto la D’Agostino, confermando il verdetto del giudice di pace: si trattava di critica politica. In materia, nell’aprile 2011, si era già espressa la Corte Costituzionale affermando che sanzioni e divieti devono essere legiferati. Ma cosa prevede la delibera comunale (proposta dal sindaco e illustrata alla “giunta lampo” dall’assessore Marco Carrai)? Il provvedimento sottolinea, in primo luogo, che il 20 settembre 2012 il sindaco ha emanato un’ordinanza in cui si è imposto «che in tutte le aree pubbliche od aperte al pubblico insistenti nelle zone residenziali di Padova, e fino al 31 dicembre 2013 compreso, è vietato acquistare o ricevere a qualsiasi titolo o consumare sul posto sostanze stupefacenti o psicotrope di cui alla tabella I dell’articolo 14 del dpr 309/1990 e che i proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie sono destinati a favorire politiche di prevenzione alla tossicodipendenza».
Martedì la giunta ha stabilito in 500 euro la relativa sanzione. Ma ha nel contempo deliberato che «la sanzione pecunaria venga ridotta in sede di ordinanza ingiunzione a 50 euro nei confronti dei soggetti consumatori di sostanze stupefacenti o psicotrope che si impegneranno a rivolgersi entro 30 giorni dalla contestazione all’assistenza degli ambulatori del Sert o di altri analoghi centri abilitati o accreditati».
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