Padova, psicologo indagato per violenza sessuale

Accusato da una 44enne romena ospite nella struttura Casa Mamma Romana. L’inchiesta del pm Giorgio Falcone

PADOVA. Uno psicologo è finito sotto inchiesta per violenza sessuale. A denunciarlo una 44enne di origine romena, una delle tante ospiti di Casa Mamma Romana, struttura aperta alle donne maltrattate e in difficoltà. Donne che chiedono aiuto per uscire da una situazione di “marginalità sociale”.

Nel registro degli indagati è finito il professionista, 59enne originario di Varese che vive a Padova e lavora nel sostegno psicologico sia alle ospiti (15 al massimo) sia alle donne che, pur “esterne”, sono seguite nella Casa gestita dall’associazione Opera Magnificat, un’onlus presente nel Padovano da molti anni con finalità di solidarietà sociale e iscritta nel registro comunale delle associazioni. Nella sede di Casa Mamma Romana, in centro storico, nessuna voglia di parlare. Anzi.

In una sala una decine di ospiti sono impegnate in una seduta; tra loro una responsabile è chiara con il cronista: «So che cosa vuole, mi segua». La destinazione è la porta. La parola d’ordine? Silenzio. E fuori gli estranei.

I primi giorni del 2018 la denuncia arriva sul tavolo del pm Giorgio Falcone. Gli strani comportamenti dello psicologo sono al centro degli sfoghi della donna che ne parla con un’assistente della Casa. Quest’ultima si rivolge all’amministratore di sostegno della 44enne e viene formalizzata la querela. Da tempo la signora, che alle spalle ha una storia di maltrattamenti, è affidata agli interventi terapeutici dello psicologo. Con lui ha incontri periodici.

Tuttavia – stando alla denuncia – lui avrebbe approfittato di lei, toccandola in diverse occasioni, violando il rispetto dovuto a una persona in condizione di fragilità. Comportamenti commessi su una paziente che assume psicofarmaci.

Le indagini sono affidate alla Squadra mobile. Ieri in un’aula del Palazzo di giustizia è stata a lungo sentita la vittima nell’ambito di un incidente probatorio, meccanismo di anticipazione della prova processuale. La donna è stata interrogata, in contraddittorio, davanti al gup Mariella Fino (in funzione di giudice imparziale) sia dalla pubblica accusa (il pm Falcone) sia dalla difesa dell’imputato (l’avvocato Silvia Giuriati).

L’obiettivo? Congelare come prova da far valere in un eventuale processo la ricostruzione dell’accaduto da parte della signora abusata, evitandole di essere interrogata in un’aula di tribunale. L’indagato ha sempre respinto ogni accusa.

L’assessore al Sociale, Marta Nalin, conferma che Casa Mamma Romana è una delle associazione più antiche ma poco utilizzata dal Comune.

«Non sapevo di questa vicenda», ammette. «Tuttavia per garantire l’affidabilità delle strutture di servizio nel Sociale, dall’1 gennaio sarà attivato un registro: per accedervi le onlus dovranno garantire determinate caratteristiche». —
 

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