Padova, iniziato il varo per la nuova passerella su via Friburgo
Iniziata la posa delle prime due campate della struttura. Sono lunghe 40 e 32 metri e pesano 280 tonnellate. L’opera servirà a garantire la continuità della pista ciclabile che accompagna lungo tutto il percorso il tracciato della nuova linea tranviaria Sir2

Sono giorni di ferie, ma per chi resta in città è impossibile non accorgersene. Da ieri mattina sono in corso le operazioni di varo della nuova passerella ciclopedonale che affiancherà, sul lato nord, il cavalcavia San Marco, scavalcando via Friburgo e la linea ferroviaria diretta verso l’Interporto.
L’opera servirà a garantire la continuità della pista ciclabile che accompagna lungo tutto il percorso il tracciato della nuova linea tranviaria Sir2 (Rubano-Vigonza) e si inserisce nel più ampio disegno di una città sempre più orientata alla mobilità sostenibile.
Ma la passerella ha anche un significato che va oltre quello infrastrutturale: consentirà infatti di chiudere definitivamente il passaggio a livello pedonale di via Friburgo, teatro, meno di due anni fa, della tragedia costata la vita a Olesya Kypriianchuk, dodici anni.
L’infrastruttura
Il nuovo collegamento ciclopedonale è composto da due rampe, attualmente in fase di realizzazione, e da quattro campate in quota, realizzate con elementi prefabbricati in acciaio, di lunghezza variabile tra i 28 e i 40 metri.
Le operazioni in corso riguardano il posizionamento delle prime due campate: una lunga 32 metri, destinata a superare la linea ferroviaria, e una di 40 metri, sul lato Padova.
La struttura, realizzata in acciaio corten, è larga cinque metri e alta 2,45 metri, per un peso complessivo di circa 280 tonnellate. Le due campate che vengono varate in questa fase pesano rispettivamente 26,7 e 30 tonnellate. Per collocarle a oltre sette metri di altezza rispetto alla linea ferroviaria viene utilizzata una gru con una capacità di sollevamento fino a 80 tonnellate.
Un secondo intervento di varo, previsto per domenica prossima, consentirà di posizionare le altre due campate e realizzate le rampe di raccordo tra la pista ciclabile a piano campagna e l’attraversamento in quota.
Il cantiere
Un’operazione complessa, studiata e coordinata anche con il supporto dello staff tecnico di Rfi, considerato che la passerella scavalca la linea ferroviaria. Linea che, per consentire le operazioni in sicurezza, viene interrotta per tutta la durata del cantiere.
La tragedia
È impossibile, però, guardare a questa nuova infrastruttura senza tornare con la memoria a quel 10 ottobre 2024. Al passaggio a livello di via Friburgo, Olesya Kypriianchuk, dodici anni, venne travolta da un convoglio merci. Era scappata dalla guerra due anni prima, insieme alla madre Oksana si era lasciata alle spalle un’Ucraina in fiamme e macerie e a Padova aveva trovato ospitalità e speranza.
Quel tragico pomeriggio stava tornando da scuola. Conosceva bene quel percorso: al mattino lo percorreva per raggiungere la scuola media Pacinotti, alle spalle del centro commerciale Giotto, e nel pomeriggio lo ripercorreva in senso inverso per tornare a casa.
Alle 14.22, però, il suo tragitto quotidiano si trasformò in tragedia. All’arrivo del treno merci diretto verso l’Interporto, Olesya attraversò il passaggio a livello senza attendere la riapertura delle sbarre. Il convoglio la travolse, provocandone la morte. Una tragedia che sconvolse profondamente la comunità padovana.
La zona cambia volto
Ora, a meno di due anni da quel giorno, quella stessa zona cambia volto. «Come già avvenuto con la passerella di Chiesanuova, anche questa opera interviene su un punto particolarmente critico della rete ciclopedonale, migliorando la sicurezza e la continuità dei percorsi», rileva l’assessore Andrea Ragona, «è inoltre un’infrastruttura strettamente connessa al progetto del tram, che non sta ridisegnando soltanto il trasporto pubblico, ma sta contribuendo a ripensare complessivamente la mobilità ciclabile e sostenibile della città».
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