Paga 30.000 euro o ti uccidiamo

Due giovani arrestati a Stanghella alla consegna del denaro
I CARABINIERI. Il capitano Arvoti, comandante di Este, e il colonnello Polito
I CARABINIERI. Il capitano Arvoti, comandante di Este, e il colonnello Polito
 
BOARA PISANI.
Trentamila euro per non essere ammazzato. E' questa la poco velata minaccia che si è ritrovato tra capo e collo un commerciante di abbigliamento di Boara Pisani. A ricattarlo sono stati due giovani veneti poco più che maggiorenni, entrambi finiti in manette.
 Si tratta di Andrea Adami, 22 anni, autotrasportatore di Rovigo, e Doriano Rizzo, disoccupato di 20 anni residente a Pozzonovo. Entrambi sono volti noti per le forze dell'ordine, che mai però avrebbero pensato fossero capaci di imbastire una simile estorsione.  Il commerciante riceve qualche giorno fa una lettera anonima. I caratteri scritti a computer sono chiari e lasciano intendere una pesante minaccia di morte. Chi scrive chiede che l'uomo recuperi 30.000 euro e li consegni in contanti e in luogo ben specificato. A margine della lettera diffidano lo stesso commerciante dal chiedere l'aiuto delle forze dell'ordine. «La pagherai cara, altrimenti», si chiude la missiva. L'uomo però non ha dubbi e si rivolge immediatamente ai carabinieri della stazione di Boara Pisani e del Nucleo operativo di Este. I militari organizzano quindi l'imboscata. La consegna del denaro, come previsto dalla lettera, è fissata nella zona industriale di Stanghella per le 22.30 di giovedì 2 giugno. Il luogo è noto (c'è anche un'enorme aquila in ferro) e si trova al centro di numerose vie di fuga (prime fra tutte l'autostrada), in una zona praticamente disabitata. Lo stesso giorno scelto per la consegna non arriva probabilmente a caso: gran parte delle forze dell'ordine sono infatti reduci dalle varie cerimonie per la Festa della Repubblica.  I carabinieri atestini comandati dal capitano Christian Arvoti sono sul posto già all'alba. La pazienza dei militari viene però premiata: dopo vari giri di ricognizione, la coppia di malviventi arriva sul posto indicato per la consegna in sella a una moto. La targa del mezzo è coperta da della carta stagnola. Giusto il tempo di recuperare la borsa riempita di contanti, e la fuga di Adami e Rizzo viene fermata sul nascere. Immobilizzati, i due vengono arrestati per il reato di estorsione e rinchiusi nel carcere padovano di via Due Palazzi, a disposizione dell'autorità giudiziaria.

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