Successo per le giornate Fai, in tremila a Palazzo delle Debite: «Sarà riaperto entro tre anni»

In totale oltre 8 mila persone nelle visite speciali del weekend. A sorpresa tanti visitatori anche nel campus di Agripolis

Claudio Malfitano
Palazzo delle Debite
Palazzo delle Debite

Sono state quasi 8 mila le persone che hanno affollato i luoghi aperti dal Fai nel weekend, segnando un’edizione definita «storica» dal capo delegazione di Padova Marco Boscolo. La conferma di una formula rodata, ma anche la sorpresa per la scoperta di un edificio iconico per la città: Palazzo delle Debite, edificio vuoto da decenni nella centralissima piazza delle Erbe. Con la promessa di Invimit, il fondo del Ministero che oggi ne è proprietario: «Entro tre anni sarà valorizzato e riaperto».

Il bilancio dell’iniziativa

Dunque protagonista indiscusso della rassegna è stato proprio Palazzo delle Debite. Dopo circa vent’anni di inaccessibilità, l’edificio ottocentesco disegnato da Camillo Boito ha riaperto le sue porte grazie alla collaborazione con Invimit, la società del Ministero dell’Economia che ne è proprietaria.

Alla scoperta di Palazzo delle Debite: l'apertura esclusiva con le Giornate Fai

La visita speciale ha fatto registrare circa 2.600 presenze in due giorni: è stato il luogo più visitato in Veneto. A colpire, più che gli interni abbastanza spogli, sono stati gli affacci inediti su piazza delle Erbe.

Come sottolineato da Paolo Mazzucco, delegato responsabile dell’apertura, il pubblico ha apprezzato il connubio tra la storia civica del luogo e «l’inevitabile aspettativa fotografica» appagata dalle grandi finestre che offrono una prospettiva privilegiata sul cuore della città.

Tra i visitatori però la curiosità era tanta soprattutto sul futuro dell’edificio. «Invimit è fortemente impegnata nella ricerca della migliore valorizzazione per l’immobile, che conta di poter restituire alla comunità con una nuova funzione di interesse per la città nel giro di tre anni», afferma una nota della società.

Il progetto esiste già da un paio d’anni: saranno ricavati degli alloggi di lusso. Resta da capire se sarà direttamente Invimit a occuparsi della valorizzazione o un privato a cui l’edificio potrebbe essere ceduto.

Gli altri luoghi aperti

Non solo centro storico: un risultato inatteso è arrivato anche dal campus universitario di Agripolis, che ha accolto oltre 2 mila visitatori, dimostrando come l’interesse dei padovani si estenda anche ai luoghi della ricerca e dell’eccellenza accademica. Buoni riscontri anche per gli altri luoghi cittadini: la chiesa del Torresino, l’ex manicomio nel complesso dell’ospedale ai Colli e Palazzo Zacco Armeni in Prato della Valle.

Dietro il successo di pubblico c’è anche un’articolata macchina organizzativa. Marco Boscolo ha rivolto un ringraziamento corale a delegati, volontari e ai gruppi “Giovani” e “Ponte tra culture”. Un plauso speciale è andato agli “Apprendisti Ciceroni”: gli studenti del liceo Ferrari di Este, degli istituti cittadini Leopardi e Einaudi-Gramsci, e del liceo Galilei di Selvazzano, che hanno guidato i visitatori lungo i percorsi espositivi.

Boscolo, infine, rivendica il senso di orgoglio per quanto realizzato: «Vogliamo continuare a seminare e a costruire un futuro migliore per il nostro territorio», conclude. 

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