La Palladiana, ufficialmente inaugurata dopo il restauro: «Doveva tornare a vivere»
Dopo quattro anni di lavori Villa La Palladiana riapre a Piazzola sul Brenta. Il complesso restaurato diventa centro per la cultura. Il sindaco Valter Milani: «Rivederla così mi emoziona molto»

Il colpo d'occhio è quello del bianco che torna a risaltare sul verde della campagna. Il colore della luce e dello spazio ridisegna il profilo di Villa La Palladiana, riemersa dopo decenni di abbandono come uno dei luoghi simbolo del Rinascimento veneto. Giovedì Villa La Palladiana è stata ufficialmente inaugurata, aprendo per la prima volta le sue porte alla comunità che tanto ne attendeva la rinascita.
La villa
La perla palladiana di Piazzola, restituita al suo splendore da un accurato restauro durato quattro anni, inaugura così una nuova stagione come dimora privata ma anche centro di cultura, ricerca e dialogo internazionale. Il battesimo della nuova vita della villa è coinciso con l'apertura della mostra Convergenza e scala: un'opera di spicco, dedicata all'architetto cileno Teodoro Fernández, Premio Nazionale di Architettura del Cile, presente all'inaugurazione insieme ai curatori della Pontificia Universidad Católica de Chile.
Una scelta non casuale: la collaborazione con l'ateneo cileno rappresenta infatti il primo tassello del futuro della Palladiana, già diventata sede di un programma internazionale di ricerca e formazione sul rapporto tra paesaggio, architettura e restauro. Per un giorno il salotto palladiano della campagna veneta è tornato ad animarsi di voci, studiosi, amministratori e semplici cittadini. Incastonata fra Presina e Isola Mantegna, la villa è da sempre contesa nel cuore degli abitanti delle due frazioni. Tutti hanno accolto con grande entusiamo il recupero di un luogo simbolo della storia locale. Un edificio che, pur ricadendo per pochi metri nel territorio di Isola Mantegna, appartiene alla memoria dell'intera comunità di Piazzola sul Brenta.
Il restauro
«Rivederla così mi emoziona molto», ha commentato il sindaco Valter Milani. «Ringrazio il proprietario e artefice di questo restauro, l'avvocato Aldo Rozzi Marin, che ha dimostrato concretamente il suo attaccamento all'arte, alla storia delle ville venete e al nostro territorio. Ci vogliono passione e coraggio per riportare allo splendore un'opera così importante. Qui faremo grandi cose».
Alla cerimonia erano presenti anche il Console generale del Cile Christian von Loebenstein, la soprintendente Marta Mazza, la consigliera regionale Eleonora Mosco in rappresentanza della Regione Veneto, il presidente del Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio Edoardo Demo, la direttrice dell'Istituto Regionale Ville Venete Annalisa Nacchi, il direttore della Fondazione Ghirardi Dino Cavinato, la presidente di Ekta Stefania Volpin e numerosi rappresentanti delle istituzioni, del mondo culturale e delle associazioni del territorio.
«Doveva tornare a vivere»
A firmare il progetto sono gli architetti Agostino Scattola, Dimitri Simeoni e Davide Veller, che hanno scelto un approccio fondato sul rigore conservativo, valorizzando luce, proporzioni e memoria storica nel dialogo tra antico e nuovo. I lavori sono stati realizzati dall'impresa De Facci Luigi Spa.
L'anima del progetto resta Aldo Rozzi Marin, che durante l'inaugurazione ha preferito lasciare spazio ai progettisti. «Questa villa doveva tornare a vivere» ha spiegato. «Era un dovere restituire al territorio una testimonianza così significativa della sua storia». Un pensiero condiviso anche dai tanti residenti intervenuti all'apertura, segno di un legame mai spezzato tra la Palladiana e la comunità. Attorno alla paternità del progetto il dibattito accompagna la villa da tempo. Se è vero che l'edificio non compare nei “Quattro libri dell'architettura”, è altrettanto vero che l'attribuzione ad Andrea Palladio è sostenuta da autorevoli studiosi e istituzioni.
Il critico d'arte Giuseppe Mazzotti la indicò già nel secondo dopoguerra come opera palladiana; la stessa attribuzione è riportata dall'Istituto Regionale Ville Venete, dalla Guida ai beni storico-artistici della Provincia di Padova, dal Touring Club Italiano e dagli strumenti urbanistici del Comune di Piazzola sul Brenta. Un patrimonio di studi che ne riconosce la piena appartenenza al linguaggio del grande architetto vicentino. La Palladiana guarda ora al futuro. Oltre alle attività espositive e accademiche, ospiterà la sede dell'Associazione Veneti nel Mondo e la Biblioteca delle Radici, trasformandosi in un punto d'incontro tra memoria, ricerca e relazioni internazionali.
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