Sant'Egidio, la festa dei più fragili: così Padova vince la solitudine

Porte aperte alla Casa dell’Amicizia per il tradizionale appuntamento del 15 agosto. Un forte messaggio di pace e inclusione “per non lasciare indietro nessuno”.

Silvia Bergamin
La tradizionale festa del 15 agosto della comunità Sant'Egidio (Foto Bianchi)
La tradizionale festa del 15 agosto della comunità Sant'Egidio (Foto Bianchi)

Una giornata di festa, vicinanza e risate per sconfiggere la solitudine e l'indifferenza. Nel giorno in cui la città si svuota per le vacanze, la comunità di Sant’Egidio ha aperto le porte della Casa dell’Amicizia, in via Santa Maria in Conio a Padova, per la tradizionale Festa della solidarietà. Un'iniziativa vissuta per offrire una risposta concreta all'isolamento e alle alte temperature di questi giorni, ricordando a tutti l'importanza di non dimenticare le persone più fragili.

L'appuntamento è scattato nel pomeriggio di oggi, sabato 15 agosto, a partire dalle 17. Il momento di convivialità si è aperto con la classica e rinfrescante cocomerata di Ferragosto, per poi proseguire con una cena serale condivisa, interamente preparata e servita dai volontari della comunità.

Attorno ai tavoli si sono ritrovati gli "amici di sempre": anziani soli, persone senza dimora e migranti, tra cui alcuni giunti in Italia attraverso i corridoi umanitari. Tra un piatto caldo e qualche chiacchiera in compagnia, la Casa dell’Amicizia si è trasformata in un luogo d'incontro capace di annullare qualsiasi distanza sociale e culturale.

L'evento ha così dimostrato come l'inclusione possa nascere da piccoli gesti quotidiani, trasformando una data spesso segnata dall'abbandono in una preziosa opportunità di riscatto umano.

"In un momento storico segnato da troppa conflittualità e disattenzione verso i più bisognosi”, spiegano gli organizzatori, “l'iniziativa ha lanciato un forte segnale di pace e vicinanza, regalando un'occasione di serenità e vera condivisione a chi altrimenti avrebbe trascorso da solo la giornata del 15 agosto”.

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