Pannaghiaccio in Consiglio baruffe e mozione bocciata

ESTE. La “pannaghiaccio” diventa un caso politico e si scioglie in due ore di (quasi) inutili conversazioni. La bontà indiscussa del biscotto gelato creato settant’anni fa dalla famiglia Schizzerotto non basta a mettere tutti d’accordo: la mozione di Carlo Zaramella (Este Sicura) è stata bocciata e la cittadina dovrà ora trovare un altro simbolo enogastronomico. Ma andiamo con ordine: l’altra sera in consiglio comunale il consigliere di minoranza Zaramella ha presentato una mozione che impegnava l’amministrazione comunale a inserire la “pannaghiaccio” – gloriosa creazione “made in Este” ormai nota ben oltre i confini atestini - nell’elenco nazionale dei prodotti agroalimentari definiti tradizionali dalle Regioni, auspicando che Este potesse diventare la “Città dell’originale pannaghiaccio”. Un modo originale, per valorizzare un prodotto nato proprio in questa città e per offrire nuovi spunti di turismo e promozione al territorio. Dopo una serie di emendamenti concordati con la maggioranza, Zaramella ha visto affossare la proposta: «Non confondiamo un brand territoriale con uno aziendale come la “pannaghiaccio”. E poi ci potrebbero essere molti altri prodotti più rappresentativi di quello», è stato il parere dalla maggioranza di Sandra Settimo. «Inserire un prodotto in un elenco speciale come quello della Regione richiede un iter impegnativo: siamo sicuri che, ad esempio, la famiglia Schizzerotto sia disponibili a rendere nota la ricetta della “pannaghiaccio”, che a più riprese ha definito come segreta e nota solo a pochi famigliari?», ha aggiunto il vicesindaco Aurelio Puato. E’ intervenuta anche una componente della famiglia Schizzerotto, presente tra il pubblico, senza però che l’intervento desse un effettivo contributo alla discussione. La maggioranza ha quindi invitato Zaramella a togliere la parola “pannaghiaccio” dalla mozione (che è un po’ come togliere la panna dal biscotto) e poi ha presentato con la consigliera Giovanna Fornasiero un ordine del giorno – evidentemente pronto già prima della discussione – che invita la commissione consiliare competente a fare una valutazione più ampia della semplice valorizzazione della “pannaghiaccio”: il documento propone una ricognizione a più largo spettro dei prodotti atestini che possano essere inseriti negli elenchi dei prodotti dop, doc, igt e simili. Al momento del voto la mozione pro-“pannaghiaccio” è stata bocciata dai 9 voti della maggioranza e appoggiata solo da Zaramella, Stefano Agujari Stoppa (Civiche d’Este) e Francesco Roin (M5S). E’ invece passato con 9 voti a favore l’ordine del giorno della maggioranza. Risultato? Due ore di discussione, condite anche da sospensioni dell’assemblea, per nulla. «Un peccato e una scelta sbagliata, da cui però nascerà qualcosa, perché le idee buone camminano con vita propria», è la chiusura dolce-amara di Zaramella.
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