Paolo Noventa: «La Cacco conosce la verità»

PADOVA. «Non ci credo che non sappia nulla, non è possibile». Nel tardo pomeriggio di lunedì si è infranta l'ennesima speranza di Paolo Noventa di trovare finalmente il corpo di sua sorella. «Ero convinto che Cacco parlasse, che vuotasse il sacco, se non per pietà umana almeno per alleggerire la sua posizione. Ci speravamo tutti». Il fratello di Isabella è stanco, provato, ieri pomeriggio da quando è iniziato l’interrogatorio di Manuela Cacco è rimasto sulle spine, nervoso, ma fiducioso si potesse arrivare a una svolta. Così purtroppo non è stato e lui e Ofelia, l’anziana madre di Isabella, sono sprofondati nuovamente nel dolore straziante del non sapere. «Ci interessava solo che dicesse dov’è il corpo di mia sorella, tutto il resto può attendere, ma questo no», dice Paolo, che non crede che la tabaccaia di Camponogara possa non essere informata sui fatti.
«Che Cacco non abbia materialmente ucciso mia sorella o che non fosse presente in quel momento ci posso anche credere ma che non sappia nulla e che si sia solamente prestata per compiere la messinscena con il giubbotto, questo è inverosimile. Non ci credo assolutamente, sta ancora una volta mentendo, ma sono sicuro che il magistrato Falcone di questo terrà conto».
Secondo il fratello della segretaria di Albignasego ci sarebbero diversi elementi che porterebbero a dedurre che Manuela Cacco sappia sia cos’è successo a Isabella, sia dove è stato portato il corpo: «Cacco quella notte ha dormito a casa di Freddy, è possibile che non si siano parlati dopo tutto quello che era successo? Non credo proprio. E poi come fa una persona a farsi coinvolgere in un fatto così grave, come un omicidio, e a non voler sapere tutti i dettagli? Impossibile. Per non parlare del fatto che Manuela Cacco quando ha parlato nelle varie interviste televisive di questa vicenda ha sempre usato il “noi” riferendosi a lei e Freddy, ora invece sembrerebbe essere quella che sa meno di tutti. Mente e basta», si sfoga Paolo Noventa. «Quei tre erano una squadra e come tale hanno agito. Hanno premeditato tutto giorni prima, e lo dimostrano anche le sim vergini che hanno usato per comunicare. Lei sa, questo non me lo leva dalla testa nessuno. Falcone forse l'avrà chiamato in carcere per fargli vedere quanto magra è, quanto male sta, per fargli pena. Noi intanto non abbiamo ancora il corpo di mia sorella, e rimaniamo qui nell'angoscia che ormai da quasi due mesi ci perseguita».
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