Otto ragazzi danneggiano il parco, poi lo ripuliscono con il sindaco
Il gruppo era stato ripreso dalle videocamere del parco Don Bosco di San Michele delle Badesse. Il sindaco Pedron: «Mentre lavoravamo abbiamo parlato di rispetto delle regole. Quando un giovane riconosce l’errore è dovere della comunità sostenerlo»

La forza della responsabilità: quando un errore al Parco Don Bosco diventa una lezione di civiltà. Una decina di giorni fa il Parco Don Bosco di San Michele delle Badesse era stato teatro di una spiacevole bravata: un gruppetto di giovanissimi era stato ripreso dalle videocamere di sicurezza mentre danneggiavano un tavolino e salivano sopra la copertura di una struttura in legno rischiando di farsi male.
Di fronte a quell’episodio, l’amministrazione comunale aveva scelto la via dell’ascolto e della fermezza, lanciando un appello ai responsabili di presentarsi spontaneamente in municipio per riconoscere lo sbaglio e trasformarlo in opportunità di crescita.
Qualche giorno dopo ben otto ragazzi ci hanno messo la faccia e hanno ammesso le proprie responsabilità, accettando di rimediare concretamente al danno. L’altra mattina le parole si sono trasformate in fatti.
Il sindaco Gianluca Pedron e i ragazzi si sono ritrovati al parchetto per una mattinata di lavoro condiviso. La presenza del primo cittadino non voleva essere un controllo, ma un vero percorso formativo.
«Non ritenevo sufficiente chiedere loro di sistemare il parchetto» dichiara Pedron «volevo accompagnarli in questo percorso, lavorando insieme a loro e trasformando quelle ore in un momento di dialogo e confronto».
Il bilancio operativo della mattinata testimonia un impegno totale. In poche ore sono state rimosse le erbacce infestanti, raccolti i rifiuti nell’area verde e nelle zone limitrofe riempiendo quattro sacchi con un’infinità di mozziconi di sigaretta, svuotati tutti i cestini, carteggiato e ritinteggiato in rosso il tavolo della struttura riprendendo la stessa tonalità scelta l’anno scorso dai partecipanti del progetto “Ci Sto? Affare Fatica!”.
«Mentre lavoravamo» continua Pedron «abbiamo parlato di rispetto delle regole, cura dei beni comuni e responsabilità individuale, ma anche delle esigenze, delle difficoltà e delle sfide che caratterizzano il delicato periodo dell’adolescenza. Il vero obiettivo dell’iniziativa è stato raggiunto: non la semplice pulizia del parchetto, ma trasformare un errore in un’occasione di crescita».
Il segnale più confortante è arrivato dagli stessi ragazzi, che non si sono limitati a riparare i propri danni, ma si sono messi a disposizione per sistemare anche situazioni causate da altri. «Un gesto non dovuto, ma dal valore simbolico, che dimostra che abbiano compreso il senso dell’iniziativa. Chi sbaglia deve pagare e assumersi le proprie responsabilità, ma quando un giovane riconosce l’errore, dedica il proprio tempo a rimediare e dimostra di aver compreso il valore d ciò che ha fatto è dovere della comunità riconoscerlo e sostenerlo» conclude il sindaco.
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