Partorisce già morta musulmani e cristiani pregano tutti per lei

LOREGGIA. La comunità senegalese si è riunita ieri nella palestra comunale per la veglia di preghiera durata l’intero giorno per commemorare Rokhaya Seck, 46 anni, operaia morta all’ottavo mese di gravidanza per un’emorragia. In abiti tradizionali, gli uomini al centro e le donne in gruppo in fondo alla palestra, hanno intonato preghiere e letto il Corano. Alle 17 sono stati ammessi i conoscenti dell’operaia della Filippi con il sindaco Fabio Bui. Un incontro fra culture nell’ottica dell’integrazione al quale il primo cittadino teneva molto. «Preghiamo assieme, ognuno secondo la sua religione, in memoria e per l’anima della nostra sorella Rokhaya», ha esordito il religioso musulmano che presiedeva la veglia, «ringraziamo tutti coloro che ci sono stati vicini e ci hanno dato un sostegno morale in questa tragedia. Mai nella storia della comunità senegalese una morte ha provocato tanta commozione. Rokhaya è stata pianta da tutti perché era una persona brava e disponibile, con un alto senso delle relazioni umane». Da Bui parole di apprezzamento per la dignità con la quale i senegalesi hanno vissuto la tragedia e per la solidarietà dimostrata, e un augurio al bimbo sopravvissuto alla madre. «A coloro che in questi giorni si sono affannati a dire che spendo soldi per gli stranieri, ricordo che il Comune non è un ente di beneficenza. Sono invece convinto che debba creare opportunità per tutti, tenendo conto di chi è in maggiore difficoltà». Da Mady Cisseh, esponente di Japoo, un impegno: «Ci sentiamo parte di questa comunità e vi garantiamo che in questo Comune mai un senegalese violerà la legge». La salma di Rokhaya rientrerà in Senegal domani.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova








