Pasqua, turismo frenato dal maltempo: prenotazioni in calo

PADOVA. Ci saranno meno turisti a Padova quest’anno. È la previsione che fa l’Ascom sulla base di un sondaggio tra i suoi iscritti albergatori cittadini. Una diminuzione di presenze è quanto emerge dall’andamento delle prenotazioni: «Diciamo subito - commenta Monica Soranzo, leader degli albergatori Ascom - che il meteo non aiuta e la crisi ancor di meno. Ma detto questo bisognerebbe forse fare un esame di coscienza collettivo e capire perché, ad esempio, Verona mantiene certi standard e Vicenza, pur nel suo piccolo, si muove con una certa capacità attrattiva».
Eppure i segnali positivi non mancano, poche settimane fa Hotel Price Index analizzando i costi degli alberghi italiani ha assegnato a Padova il ruolo di «città più conveniente d'Italia» con una media di 79 euro per notte ed una diminuzione del 2% rispetto al 2011. «Ma questo vuol dire che ò che da tempo andiamo sostenendo, ovvero che i nostri margini stanno sempre più affievolendosi con grave danno per l'economicità delle nostre imprese».
«Purtroppo siamo costretti a fare i conti con più fattori negativi - conferma Alessandro Salmaso, consigliere degli albergatori Ascom - e questo si riflette sulle prenotazioni che stanno andando peggio rispetto allo scorso anno che già non era stato un anno brillante. Purtroppo Padova, oltre ad una certa sottovalutazione del turismo da parte delle diverse amministrazioni che si sono succedute nel tempo, sconta oggi un degrado strisciante di cui i giardini dell'Arena (con gli Scrovegni a far da quinta) sono solo l'esempio forse più eclatante ma sicuramente non il solo».
Si diceva della crisi che sta peraltro colpendo anche il settore business, ma è comunque Padova città d'arte quella che in questa Pasqua 2013 sembra soffrire maggiormente nonostante qualche mostra importante (Bembo e De Nittis su tutte) ma senza una vera e propria regia del turismo in città. «Purtroppo - aggiunge Monica Soranzo - Padova fatica a comunicare all'esterno le proprie eccellenze e viene vissuta come una città da visitare nei ritagli di tempo che rimangono rispetto ad una visita a Venezia o a Verona. Eppure la nostra offerta non è seconda a nessuna se consideriamo che siamo città d'arte, abbiamo i colli, le terme, le città murate, i luoghi religiosi, la convegnistica e persino la fluvialità. Dobbiamo valorizzare tutto questo e dobbiamo imparare a farlo in fretta».
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