Patenti e assicurazioni contraffatte, i vigili non perdonano

Grazie a una dotazione di strumenti hi-tech, la Polizia dell’Unione Megliadina è diventata un punto di riferimento regionale per scoprire i documenti falsi: ormai uno ogni venti risulta alterato
Megliadino San Vitale, 16.08.2012 Rinvenimento documenti contraffatti dalla Polizia Locale dell'unione Megliadina. Nella foto: unione megliadina ph. Zangirolami
Megliadino San Vitale, 16.08.2012 Rinvenimento documenti contraffatti dalla Polizia Locale dell'unione Megliadina. Nella foto: unione megliadina ph. Zangirolami

MEGLIADINO SAN FIDENZIO. A guardarli mentre lavorano, viene da pensare a una delle serie investigative che tanta fortuna hanno di questi tempi sul piccolo schermo. Tra raggi infrarossi, scanner professionali, lampade di ultima generazione e un intuito spiccato, i vigili dell’Unione Megliadina hanno dato vita ad una realtà unica.

Da un anno, il corpo di polizia della Bassa Padovana è uno dei punti di riferimento nazionali nella ricerca dei falsi documentali: qui patenti e passaporti contraffatti, assicurazioni falsate e marche da bollo non originali hanno vita breve.

La storia. La “passione” della Megliadina per la ricerca dei documenti contraffatti nasce qualche anno per caso. In strada viene fermato un nigeriano alto quasi due metri. La patente africana, però, lo dà alto poco più di 1,60. È il primo “falso” di una lunga sfilza. Gli agenti cominciano ad approfondire la materia (a partire da Riccardo Evangelista, ormai un esperto del settore), il comandante Mario Franchin li incoraggia, i sindaci dell’Unione ci credono. Poi inizia la collaborazione con il Laboratorio di analisi documentale di Venezia e l’Anvu , con l’appoggio della Provincia di Padova. Il 17 settembre scorso parte la fase sperimentale e il 16 dicembre viene inaugurato il polo.

La strumentazione a disposizione del corpo è all’avanguardia, tra lettori ottici di codici a barre, lampade e lenti speciali, analizzatori di spettri e accessi a banche dati internazionali. Ora la Megliadina è punto di riferimento per il Veneto assieme a Venezia: se viene trovato un documento sospetto, l’ultima parola spetta all’Unione.

I numeri e i casi. Da settembre il polo ha controllato 63 documenti: uno ogni sette è risultato contraffatto, uno ogni cento era falso, uno ogni venti alterato. C’è l’assicurazione con la data di scadenza ritoccata, il permesso internazionale realizzato da dilettanti, la patente con filigrana non originale, il passaporto zeppo di errori di grammatica, ma anche lo straniero che compra il documento su internet e pensa di essere in regola. O il greco, che arriva in Italia con una patente degli anni Ottanta che pare ritagliata e fatta in casa, e invece è un rarissimo documento legale che però nessun organo di polizia italiano aveva mai visto.

A volte bisogna chiamare oltre Oceano, tipo la motorizzazione dell’Honduras e richiedere un fac-simile della loro patente per capire che ci si trova davanti ad un falso. Le richieste di aiuto alla Megliadina, ad ogni ora del giorno, arrivano da Thiene, Arzignano, Trento, Camisano, Rovigo, Montecchio, persino da Bologna e Milano, oltre che dai Comuni limitrofi. Perché la lotta alle falsificazioni non è solo un’attività da film, anche se è solo una fetta delle attività compiute dai vigili dell’Unione Megliadina.

L’attività del corpo. 1.250 veicoli controllati nel corso del 2011, 838 sanzioni accertate, 54 documenti ritirati, 44 interventi in seguito a incidenti stradali, 54 rilasci o rinnovi di permessi per invalidi, 40 eventi di Servizio Indagine Interforze, 18 denunce di reati, 22 denunce di smarrimento di documenti, 382 accertamenti anagrafici, tre corsi di educazione stradale nelle scuole, due corsi per il conseguimento del patentino per la guida del ciclomotore.

Gli agenti dell’Unione Megliadina hanno fermato 55 auto che circolavano senza aver effettuato la prescritta revisione periodica, scovando nel contempo ben 17 patenti scadute ed elevando oltre 200 infrazioni per mancato utilizzo della cintura di sicurezza. 23 automobilisti sono stati fermati perché guidavano parlando con il cellulare all’orecchio, 6 sono stati fermati in stato di ebbrezza e 17 auto sono risultate prive di assicurazione valida.

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