Patto di stabilità Businaro diffida lo Stato
CARCERI. Il Comune diffida lo Stato, e lo fa con un atto ufficiale. Il motivo? Mancata autonomia e risorse sempre più al lumicino. Ieri mattina il sindaco leghista Tiberio Businaro, assieme ai propri legali, ha inviato al premier Enrico Letta e al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano un atto di diffida a tutela dell’autonomia economico-finanziaria del suo Comune. Spiega Businaro: «L’iniziativa nasce dalla grave situazione di disagio provocata dal ritardo nei trasferimenti economici da parte dello Stato, dalla mancanza di risorse certe, dai limiti imposti dal Patto di stabilità. Ho voluto diffidare il presidente del Consiglio e quello della Repubblica per garantire l’approvvigionamento delle risorse necessarie e utili alla predisposizione dei bilanci e degli strumenti di programmazione locale, anche al fine di fronteggiare efficacemente gli imprevisti, già solo legittimando l’utilizzo delle risorse depositate presso la tesoreria dello Stato».
Cifre alla mano, attualmente il Comune di Carceri, tra limiti e vincoli statali, può contare solamente su 20 mila euro di investimenti per spese di manutenzione straordinaria e su 30 mila euro per quella ordinaria. Nemmeno un euro può essere calato invece su investimenti programmati. «Nella diffida avverto che, in caso di protratta inerzia, riterrò corresponsabile lo Stato italiano per fatti che possono comportare danni a terzi a causa della oggettiva impossibilità di utilizzare le risorse che sono di competenza del Comune». Un esempio? La sicurezza stradale, messa a dura prova dall’impossibilità di garantire la manutenzione delle vie paesane. «Voglio salvaguardare gli interessi dei cittadini e di tutta la comunità che si vede obbligata a rispettare norme che privano il Comune della propria autonomia negli investimenti, pur in presenza di risorse depositate presso la tesoreria dello Stato», chiude il sindaco. (n.c.)
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