Per le imprese padovane il costo della guerra è di 3 milioni a settimana

Aumento dei costi energetici del 23%: ecco le simulazioni della Cna sulle conseguenze delle tensioni in Medio Oriente. Montagnin: «Urgente agire subito»

Il conflitto in Medio Oriente si abbatte come una scure sul tessuto economico padovano, trascinando con sé una nuova emergenza energetica che rischia di soffocare le 84 mila imprese del territorio. Secondo le ultime proiezioni dell’Ufficio Studi di Cna Padova e Rovigo, l’impennata dei costi della materia prima energia per il 2026 sfiora i 161 milioni di euro complessivi. Un salasso costante che si traduce in un esborso di oltre 3 milioni di euro a settimana, una vera e propria "tassa sulla guerra" che colpisce indiscriminatamente artigiani e piccole industrie.

L’appello di Cna: «Non siamo un sacco da boxe»

Di fronte a numeri che vedono l'energia elettrica crescere del 20,7% e il gas naturale del 28,2%, il presidente di Cna Padova e Rovigo, Luca Montagnin, lancia un monito severo alle istituzioni. «Questi aumenti stanno dando un altro colpo, durissimo, alle imprese artigiane del territorio – spiega Montagnin – un colpo che segue ad una serie di altri. Ma il nostro sistema economico e produttivo non è un sacco da boxe, è un sistema complesso che va supportato per essere messo nelle condizioni di crescere e di restituire alle proprie comunità di riferimento stabilità e ricchezza diffusa». Il presidente sottolinea come la resilienza dimostrata durante la pandemia e la crisi russo-ucraina non possa essere infinita senza un sostegno strutturale.

Richieste di interventi strutturali

Le stime, basate sui dati Terna e Arera, mostrano rincari pesanti per settori specifici: una Pmi metalmeccanica affronterà 1.459 euro di costi extra nel solo secondo trimestre, mentre un centro estetico ne pagherà 454. Montagnin incalza: «Chiediamo con forza il supporto del Governo nazionale e delle istituzioni locali: proprio ora si vede la capacità di una classe dirigente di dare risposte concrete ai cittadini. Non bastano le iniziative temporanee o una tantum: ci vogliono strumenti concreti per calmierare i prezzi dell’energia e dei carburanti, iniziative per facilitare l’accesso al credito e interventi che stimolino l’autonomia energetica». Per Cna, la diversificazione dei mercati e il supporto all'export devono diventare priorità assolute. «Non c’è più tempo da perdere – conclude il presidente – bisogna rimboccarsi le maniche e iniziare ad ascoltare le imprese perché solo con un approccio condiviso si può affrontare questa ennesima crisi».

 

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