Per Natale arrivano 99 licenziamenti

ESTE. Tra le cartoline d’auguri, si sono trovati anche la lettera di licenziamento. Amara sorpresa ieri per decine di lavoratori della Fondazione Santa Tecla. Sono 99 gli interessati: se è vero che una parte di loro sarà riassorbita dalla cooperativa che subentrerà nella gestione del servizio, tanti altri temono per il proprio posto di lavoro. E certamente non passeranno un Natale sereno. Si tratta di un passaggio in qualche modo atteso, dopo la bocciatura da parte dei lavoratori della bozza di accordo tra Fondazione, sindacati e Comune. L’accordo prevedeva parità di stipendio e orario per metà dei lavoratori coinvolti, mentre all’altra metà sarebbe stato applicato il contratto di solidarietà: riduzione a 40 o 50% dell’orario di lavoro, con l’integrazione dall’Inps sarebbero potuti arrivare al 70-75% dello stipendio.
La Fondazione Santa Tecla in una nota conferma di aver avviato l'affidamento a terzi dei servizi socioassistenziali e la messa in mobilità dei lavoratori. La Fondazione ribadisce che l’affidamento a terzi è l’unica via per salvare la sostenibilità della struttura. «Si arriva a tale scelta, che comporterà qualche sacrificio, al termine di un processo di quasi otto mesi di dialogo con tutte le parti» sottolinea ancora l’ente «In questo difficile frangente la Fondazione vuole comunque cercare di garantire, accanto all’impegno per la qualità del servizio, un’attenzione particolare alla situazione dei lavoratori interessati alla mobilità. Fondazione Santa Tecla ha posto come irrinunciabile condizione all'ente che prenderà la responsabilità dei servizi socioassistenziali un'attenzione ai lavoratori che va ben oltre quanto previsto dalla legge.
L'ente affidatario si è pertanto impegnato ad assumere il maggior numero possibile di dipendenti di Fondazione Santa Tecla, in base alle necessità di servizio e nel rispetto degli standard assistenziali. Pertanto, per i lavoratori interessati alla mobilità vi è l'immediata possibilità di una nuova assunzione a tempo indeterminato. Tutti i lavoratori di Fondazione messi in mobilità potranno partecipare, qualora lo richiedano, alla selezione di preassunzione. Le assunzioni saranno da subito a tempo indeterminato: i lavoratori che saranno riassunti avranno la piena continuità del posto di lavoro». La paura è però quella di non essere riassunti: soprattutto per chi ha più anzianità di servizio. «Apprendiamo che la direzione della fondazione ecclesiastica, sorda anche alle parole del Santo Padre e del Vescovo, ha deciso in pieno sprezzo di ogni normativa sui criteri di legge per gli esuberi, di inviare la lettera di licenziamento in maniera mirata solo alle lavoratrici storiche della Rsa S.Tecla, tutte assunte con il contratto a tempo indeterminato» afferma l’Usb, che definisce «deploverole questo "regalo di Natale" presentato malgrado la convocazione del prefetto per il 27 dicembre prossimo». E annuncia uno sciopero per il 7 gennaio.
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