Piove di Sacco, se rinunci al videopoker il Comune ti fa lo sconto

PIOVE DI SACCO. Arriva lo sconto per i locali pubblici che rinunciano alle slot machine: la giunta guidata dal sindaco Davide Gianella ha presentato al consiglio comunale un nuovo regolamento per l’Osap, imposta per l’occupazione del suolo pubblico, il quale prevede sgravi del 15% per i bar che tolgono o rinunciano a installare al proprio interno i videopoker. L’iniziativa, approvata dal parlamentino locale, è nata dopo l’approvazione, un paio di mesi fa, di una mozione presentata dal consigliere della Lega nord Andrea Recaldin che, per i locali senza slot, proponeva lo sconto sull’Imu: lo scopo della mozione era quello di contrastare il fenomeno della ludopatia.
La giunta ha però deciso di spostare lo sconto sull’Osap, dato che si tratta di un tributo che pagano i gestori dei locali, mentre l’Imu viene pagata dal proprietario dell’immobile, che spesso non coincide con il gestore del locale. «Questa soluzione», conferma l’assessore alle Attività produttive Luca Carnio, «rispetta lo scopo premiale dello sconto, andando incontro ai baristi che rinunciano alle slot machine, sia che tolgano quelle già presenti, sia che dichiarino di non installarle. Stiamo inoltre pensando a un riconoscimento, tipo una targa o una vetrofania, per rendere riconoscibili i locali virtuosi». Ma ci sono altre importanti novità nel nuovo regolamento approvato a Palazzo Jappelli: «Abbiamo deciso di agevolare i piovesi, a scapito di chi arriva da fuori» sottolinea Carnio, «sono state abbassate le tariffe per i primi e alzate quelle per i secondi. Il “paninaro” che viene a San Martino, per esempio, pagava 43 euro al giorno, ora ne pagherà 70. Una giostra pagava 553 euro per 21 giorni, ora ne pagherà 585.
Per contro, un cantiere in centro storico per 21 giorni di lavoro, calcolato su un’area di 20 metri quadri di occupazione, pagherà 190 euro anziché 218. Pensiamo e speriamo sia anche un modo per agevolare gli interventi di restauro nel centro e dare un piccolo impulso all’edilizia». Infine il regolamento, la cui ultima formulazione risaliva al 2008, è stato semplificato per rendere agevole il calcolo dell’Osap da parte di chi deve pagare il tributo, ma anche per gli stessi uffici comunali: «C’erano molti problemi di applicazione del regolamento, bizantinismi nel calcolo che rendevano farraginoso il procedimento», ammette l’assessore, «quindi sono stati individuati tre parametri: il primo attiene alla localizzazione, cioè centro, periferia o frazioni; il secondo all’ampiezza dell’area e il terzo alla durata dell’occupazione. Vanno moltiplicati per il coefficiente dell’attività che è prestabilito. Queste nuove regole valgono per tutti i tipi di occupazione del suolo pubblico».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova








