Piste ciclabili, ecco quelle più pericolose

La campagna di Legambiente, “Adotta una pista ciclabile”, questa settimana si ferma per evidenziare le 10 vie più pericolose per le due ruote. L'associazione ambientalista conta il numero di incidenti occorsi ai ciclisti nel 2011.
Al primo posto, con la maglia nera, c’è la ciclabile di via Chiesanuova che, l’anno scorso, con il record di incidenti (20), si aggiudica la triste connotazione di più pericolosa. Seguono via Facciolati con 16 incidenti che hanno coinvolto le bici; via Gattamelata e via Aspetti con 10 ciascuna e via Tommaso a quota 9. «Nel 2011 il numero di incidenti con biciclette coinvolte è tornato a salire dopo anni di progressiva diminuzione», scandisce Sandro Ginestri, di Legambiente.
L'anno scorso, infatti, sono stati registrati 396 incidenti con biciclette coinvolte e 359 feriti, contro 330 e 285 feriti del 2010. Perché questa recrudescenza di incidenti, nonostante lo sviluppo della rete di piste ciclabili? Il report degli ambientalisti è accurato: su via Chiesanuova il cavalcavia rimane un punto delicato, ma dei 20 incidenti registrati, ben 17 sono avvenuti più avanti e 5 all’incrocio con via Pacinotti evidenziando che «l’incrocio manca di attraversamento rialzato, mentre va istituito un senso unico che vieti l’uscita delle auto in via Chiesanuova».
In via Facciolati, dei 16 incidenti totali registrati ben 5 avvengono nel breve tratto di strada che dalla rotonda con via Gattamelata arriva a Porta Pontecorvo. «Meno di 200 metri, di cui 4 per le auto (compresi parck) ma nulla per le bici».
Infine in via Aspetti il punto più delicato è il rondò Borgomagno «privo di attraversamenti rialzati e con la pista in direzione Arcella che finisce bruscamente contro due improponibili archetti di metallo», mentre in via Tommaseo «la bella ciclabile di via Venezia si mischia al grande via vai di pedoni in zona Fiera e scompare dal tribunale alla stazione, mentre in parallelo scorrono ben quattro corsie per auto, di cui una usata sovente per la sosta abusiva».
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