Più scippi che a Napoli il malessere di Padova

La provincia perde nove posizioni nell’annuale classifica de “il Sole 24 Ore” Bene l’economia, la sanità e lo sport. Ma sempre più giovani emigrano
Di Claudio Malfitano ; Di Claudio Malfitano
CORTESE - VARIE FOTO AEREE
CORTESE - VARIE FOTO AEREE

Più scippi e borseggi che a Napoli. Addirittura sette volte più che a Messina. È la questione sicurezza a spingere in basso Padova nella graduatoria della qualità della vita pubblicata da “il Sole 24 Ore”. Padova non è tra le città più vivibili d’Italia. Anzi, sprofonda in classifica al 45esimo posto, perdendo nove posizioni rispetto al 2013.

In Veneto si vive peggio solo a Rovigo e a Venezia (addirittura 65esima). Solo Belluno resiste al quarto posto tra la città con la maggior qualità della vita della Penisola, superata solo da Ravenna, Trento e Modena. Ultime sono Agrigento, Reggio Calabria e Foggia.

Dalla classifica del “Sole” emerge anche che si vivrebbe meglio nella metropoli come Roma, Milano e Bologna rispetto a una città di medie dimensioni come Padova.

Emergenza sicurezza. Il dato si conferma anno dopo anno: Padova è nelle ultime posizioni per sicurezza. C’è anche sempre la stessa spiegazione: qui si tende a denunciare di più rispetto che nelle province del Sud Italia. Resta comunque un numero impressionante di crimini. Il tasso di scippi e borseggi è di 315 ogni 100 mila abitanti. E cinque padovani ogni mille hanno subito furti in casa. Sono dati del 2013, pubblicati dal ministero dell’Interno e riferiti all’intera provincia, non solo alla città. Posizione critica in classifica anche sul numero di rapine, mentre va un po’ meglio su estorsioni e truffe.

Bene l’economia. Padova città del terziario soffre meno il periodo di difficoltà. E a sei anni dall’inizio della crisi la provincia euganea ha ancora un buon tasso di produttività: è undicesima in Italia. Anche il patrimonio medio della famiglie è molto alto: 427 mila euro, al 22esimo posto su 107. Bene anche i consumi: le famiglie padovane spendono in media 2.336 euro l’anno per la spesa. Mentre l’importo medio delle pensioni è di 1.042 euro. L’unica indicazione negativa nel comparto economico è il prezzo delle case: una media, per un appartamento in posizione semicentrale, di 2.500 euro al metro quadro. Un dato tra i più alti d’Italia

Lavoro tra luci e ombre. Padova è al 15esimo posto in Italia per tasso di occupazione: il 65% della popolazione ha un lavoro. Ma è basso il tasso di giovani imprenditori: sono 38 ogni mille ragazzi tra i 18 e i 29.

Sanità d’eccellenza. Tra i servizi spicca l’eccellenza della sanità padovana: è la 15esima in Italia. Provincia euganea a metà classifica per asili nido, giustizia e indicatori ambientali.

Clima e longevità. Se c’è un parametro che penalizza Padova è quello del clima: nella classifica del «Sole» è 99esima su 107 province. Dove si sta meglio? A Palermo, ça va sans dire. Nonostante questo però qui si vive più a lungo: per tasso di longevità Padova è dodicesima, con un’aspettativa divita di quasi 83 anni.

I giovani emigrano. Un dato allarmante è il rapporto tra iscritti e cancellati all’anagrafe: è alto il tasso di emigrazione, Padova è tra le province che perde più abitanti in Italia (al 90esimo posto). Sempre tra i dati demografici spicca il dato della densità: con 429 abitanti per chilometro quadrato la nostra provincia è la nona con maggiore densità. Una dato ben lontano dai 2.591 di Napoli e i quasi 2 mila di Milano, ma comunque alto.

Pochi cinema e librerie. Padova è al 79esimo posto per presenza di librerie (solo 6 ogni 100 mila abitanti). E addirittura al 90esimo per sale cinematografiche. Una “pecca” sulla cultura per una città universitaria tra le più importanti del Paese.

Tutti in forma. Tra le curiosità della classifica c’è l’alto il «tasso di sportività»: i padovani che si tengono in forma sono talmente tanti da proiettarci al 14esimo posto nazionale.

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