Poletti a Padova: dal 1 maggio via a Garanzia Giovani

Il ministro al convegno al Centro Luciani: «Il decreto lavoro parte oggi in commissione. L’impianto per noi resta giusto»

PADOVA. Si chiama Garanzia Giovani ed è un programma specifico del governo per dare una possibilità a chi vuole entrare nel mercato. Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, oggi a Padova per un convegno su coop e terzo settore, al Centro Papa Luciani , ci teneva a sottolineare il lavoro del governo. «Stiamo cercando di predisporre al meglio le condizioni per la partenza del programma Garanzia Giovani - ha spiegato - il primo maggio partiamo, per la prima volta in Italia ci si prende carico dei giovani che interrompono gli studi e non trovano occupazioni cercando le condizioni perchè a ognuno di loro venga fatta una proposta, apprendistato, stages, imprenditoria. Una proposta perchè possano migliorare le loro condizioni: nessun italiano deve stare a casa ad aspettare qualcuno o qualcosa. Questa è l’idea di fondo e tutte le politiche del governo sono finalizzate a questo obiettivo».

«La novità è che partiremo dalle imprese - ha aggiunto Poletti - le Regioni si stanno preparando con uffici per impiego, ma abbiamo anche deciso di fare una cosa innovativa: faremo la prima campagna di comunicazione per chiedere alle imprese di mettersi a disposizione e cosa vogliono fare per il programma Garanzia Giovani. Nel portale ci sarà la pagina per i giovani e quella per le imprese e noi faremo da tramite, da incrocio. Non possiamo pensare che le politiche per il lavoro siano solo quelle dei sussidi o del sostegno al reddito, ma che producono strumenti per il passaggio da un lavoro all’altro e per l’avvio di nuove imprese. Ci saranno sicuramente problemi ma bisogna fare per capire i problemi».

Il ministro del Lavoro ribadisce con forza che «l’impianto del decreto lavoro sia giusto. Oggi comincia il lavoro in commissione - ha ricordato - ribadisco che noi pensiamo che l’impianto sia giusto e corrisponde ad un’esigenza sostanziale. Non sono d’accordo per nulla con chi ritiene che questo decreto precarizza. I fondamentali del decreto sono per noi validi - ha ripetuto il ministro - quindi se la discussione parlamentare, com’è normale che sia, porta a delle modifiche e ai dei ritocchi, o introduce degli elementi che abbiamo ascoltato e che sosterremo, come la norma transitoria sul qual è il campo di applicazione e quali sono i contratti che sono dentro, quali quelli vecchi e quali quelli nuovi, sono cose che vanno fatte. Ma se qualcuno pensa di stravolgere questo decreto e togliere i fondamentali, è chiaro che il Governo non potrà essere d’accordo. E quindi il Governo difenderà il provvedimento secondo le procedure parlamentari che sono previste».

Il ministro ha parlato anche di salario minimo. «Noi vogliamo un discussione su questo tema, si deve riflettere su come il mondo del lavoro è cambiato. Non possiamo farlo secondo lo schema classico del conflitto e contrasto che andava bene a inizio ’900, in questo secolo è lo strumento meno adatto a immaginare nuove dinamiche. Finalmente si ragionerà apertamente su come cambia il mercato del lavoro. Il tema del salario minimo è la chiave per questa discussione».

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