Pozzi e Cantini in silenzio così restano in carcere
Bocca chiusa e, com’è nel loro diritto, una semplice dichiarazione: «Mi avvalgo della facoltà di non rispondere». Brevissimo l’interrogatorio per Achille Pozzi, 59 anni, nome noto legato alla mala del Brenta, originario di Mirano e residente a Padova, e Ferdinando Cantini, 62 anni, originario di Milano ma residente a Jolanda di Savoia nel Ferrarese. Il gip Mariella Fino ha convalidato l’arresto per entrambi, applicando nei loro confronti la misura cautelare del carcere. Intanto prosegue l’inchiesta che ha portato al loro casuale arresto. Il 24 aprile due agenti della Mobile li incrociano in via Nazareth. Insospettiti, li seguono: i due, a bordo di una 500 risultata rubata, si dirigono a Cadoneghe dove, vicino filiale della banca Monte Paschi, uno di loro si infila una pistola nella cintura, mentre entrambi si calano un passamontagna. A quel punto i poliziotti decidono di intervenire per bloccare l’imminente rapina. Pozzi si ha tentato poi di giustificarsi con la polizia: «Faccio rapine perché non trovo lavoro».
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