Predoni albanesi al telefono: "Tanto in Italia te la cavi con poco"

PADOVA. I carabinieri di Padova, Abano e Montegrotto hanno sgominato una banda formata da tre predoni albanesi, autori di svariati furti in abitazioni nel Nordest.
L'operazione è cominciata quando gli uomini dell'Arma hanno intercettato una vettura sospetta che “pattugliava” il territorio di Montegrotto. L’hanno seguita per ore, impedendo, di fatto, ai quattro occupanti di portare a termine decine di furti. Osservandoli a distanza, i militari hanno notato in più occasioni uno o due passeggeri, vestiti di nero e con guanti, scendere dalla macchina e tentare di balzare all’interno di abitazioni private. Vari passaggi con le macchine con i colori di istituto, di volta in volta, sono riusciti a impedire che i criminali portassero a termine i loro intenti.
Simulando, successivamente, un controllo casuale, nel territorio di Rovigo, i militari di Padova si sono limitati a denunciare tre albanesi per possesso di arnesi da scasso, e a sequestrargli la macchina, una Ford Fusion, dato che l’autista era senza patente.
Da lì è scattata un'ulteriore attività di indagine che ha fatto emergere un’attività criminale di grosso spessore: i tre albanesi, clandestini, pregiudicati, non lasciavano passare giorno senza andare “al lavoro”, facendo visita anche a 10-15 case per notte.
Sentendosi poco sicuri nel territorio Veneto, dopo pochi giorni si sono spostati in Trentino. Ieri mattina è scattato il blitz.
Con il supporto dell’Arma locale, i Carabinieri di Padova hanno fatto irruzione in una pensione di lusso a Cermes (in provincia di Bolzano), ove i tre ladri avevano trovato rifugio. Nei giorni precedenti ai criminali erano stati sequestrati mezzo kg di preziosi, nascosti nel giardino dell’albergo, e di provenienza ignota.
L’attività di indagine ha permesso agli investigatori di ricondurre tale merce a un totale di 8 furti in appartamento commessi nei giorni precedenti dalla batteria, nel territorio di Este e in quello Bolzanino. Anelli, bracciali, orologi di pregio, ma anche semplici fedi nuziali, con incise date di matrimonio e nomi degli sposi derubati (per un valore stimato di oltre 50.000 €), sono in fase di restituzione agli aventi diritto.
Gli arrestati sono: LICA EDISON, NATO IN ALBANIA IL 16 DIC 93, NULLAFACENTE DI MERANO; LLESHI BLERIM, NATO IN ALBANIA IL 25 MAR 89, NULLAFACENTE, S.F.D.; MIFTARI HALIL, NATO IN ALBANIA IL 20 DIC 90, NULLAFACENTE, S.F.D.
I tre albanesi sono stati sottoposti a fermo di Polizia Giudiziaria e portati nel carcere di Bolzano. Uno di loro, durante le operazioni di identificazione, agile come un gatto, è riuscito a saltare dal primo piano della caserma, ma è stato immediatamente acciuffato e arrestato anche per evasione. Per tutti i preziosi non ancora riconosciuti, è scattata per gli albanesi l’altrettanto grave denuncia per ricettazione.
E c'è un'ulteriore curiosità. Intercettati al telefono, in un momento successivo a una semplice denuncia a piede libero dopo essere stati scoperti come autori del furto di mezzo chilo d'oro, si dicevano: "Solo in Italia capita di cavarsela così".
Bitonci: pene troppo leggere per colpa di Renzi. «Ringrazio i carabinieri e forze dell'ordine per il prezioso lavoro che fanno quotidianamente per arginare un'emergenza criminale che pesa tanto in provincia di Padova, quanto in tutto il Paese. Peccato che, una volta presi, i predoni vengano scarcerati, grazie al Governo Renzi, che invece di inasprirle, ha alleggerito le pene per chi ruba nelle case». Così il sindaco di Padova Massimo Bitonci, commentando l'operazione di oggi a conclusione della quale i carabinieri hanno arrestato tre albanesi, specializzati in furti. «Intercettati dagli inquirenti, scherzavano dicendo che in Italia per questo genere di reati si rischia ben poco - ha proseguito il sindaco - Ora mi attendo che il Partito Democratico scenda in piazza contro il suo segretario. Da che parte sta la Moretti? Dalla parte dei cittadini derubati o di Renzi che scarcera i ladri?».
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