Primarie del Pd, Guiotto non chiede la deroga per le firme

PADOVA. Il posto in lista alle Politiche è assicurato. Ma conterà il piazzamento. La direzione provinciale del Pd ha ufficializzato le undici candidature presentate per le Primarie di domenica 30. Solo un nome è rimasto fuori: quello di Paolo Guiotto. «Ho chiesto alla Direzione Provinciale che venisse applicato il Regolamento» afferma lo stesso Guiotto, «e che non fosse concessa una deroga alla mia candidatura, le cui firme sono insufficienti, per quanto da più parti mi sia stata manifestata disponibilità a sostenere la richiesta di una deroga». La candidatura di Guiotto ha visto una vera e propria rincorsa alle firme tanto che il consigliere comunale sabato aveva dichiarato: «Le partite si giocano fino al 90’, e abbiamo ancora bisogno di firme». Per poi aggiungere: «Siamo fuori tempo massimo quasi, ma è bello anche provarci così». Ieri sera Guiotto ha puntualizzato: «Sono dispiaciuto per il fatto che Ossari abbia tenuto le sue firme nel cassetto». Dal canto suo il segretario provinciale osserva che «è stato lo stesso Guiotto a chiedere che venisse rispettato il regolamento; per sua stessa ammissione ha rinunciato alla corsa».
L’altro nome sul quale la direzione ha discusso è quello di Nona Evghenie. «Su 140 firme presentate, una ventina erano di ragazzi iscritti ai Giovani Democratici ma non al Pd. La differenza rispetto alle 130 richieste era di sole dieci, e pertanto la candidatura è stata accolta. Inoltre è emerso che Nona non era in linea con i versamenti che gli eletti fanno al partito, ma è già arrivato un bonifico per regolarizzare la posizione». Gli undici nomi in lizza per le Primarie sono quindi quelli di Vanessa Camani, Francesco Corso, Nona Evghenie Marisa Galbussera, Margherita Miotto, Alessandro Naccarato, Giulia Narduolo, Loretta Pasquato, Mariella Pesce, Claudio Piron e Giancarlo Piva. Ma ad animare l'incontro è stato soprattutto il “caso Piva” che, da un lato è visto con favore da alcuni esponenti renziani (e non), dall'altro ha causato qualche malumore. «Non è così che si sostiene la rottamazione» spiega Filippo Pacchiega, appartenente all'esecutivo cittadino e attivo nel comitato Padova per Renzi durante le Primarie, «è un principio che deve andare avanti ma non scavalcando le regole. Non facciamo politica per obbedire né a Roma né a Firenze. Punteremo su Corso». Dei 13 nomi a disposizione di Padova in Veneto 1, ne sono stati coperti dunque solo undici. I due posti vacanti verranno decisi dopo le Primarie.
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