Processo all’autonomista De Pieri

L’autista di Loreggia insultò un carabiniere tornato dall’Iraq: «Mille Nassiriya»
BELLUCO INTERVISTA DE PIERI LOREGGIA BELLUCO
BELLUCO INTERVISTA DE PIERI LOREGGIA BELLUCO

CITTADELLA

Se la prese con un carabiniere appena tornato dall’Iraq, che lo aveva fermato per una multa, apostrofandolo con la frase: «Dieci, cento, mille Nassiriya». Deve ora rispondere del reato di resistenza e ingiuria a pubblico ufficiale Gabriele De Pieri, l’autista di Loreggia finito sotto i riflettori la scorsa primavera perché circolava con una patente della “Repubblica Veneta”.

I fatti al centro del processo che lo vedono imputato in tribunale a Cittadella risalgono al 26 novembre 2007: De Pieri venne fermato dai carabinieri per un doppio sorpasso su strada con linea continua. Secondo quanto emerge dai verbali, di fronte alla contestazione dell’infrazione avrebbe insultato il carabiniere A.V., appena tornato da una missione in Iraq, gridandogli contro: «Se fossi un kamikaze mi sarei fatto saltare sulla vostra macchina. I ga fato ben a coparve in Iraq. Dieci, cento, mille Nassiriya».

All'udienza che ha aperto il processo era presente il carabiniere vittima dell'aggressione, costituitosi parte offesa assistito dagli avvocati Diego Favaro e Stefano Squarise. Invece l'imputato non si è presentato. Il processo è stato rinviato al marzo 2012.

Lo scorso marzo, invece, De Pieri venne fermato a Campodarsego per un controllo. Si dichiarò «presidente dello Stato di Padova della Repubblica Veneta» e rimase quattro ore in caserma. «Non sono italiano, e loro non hanno sovranità sul territorio veneto – affermo riferendosi ai carabinieri –. Ho mostrato il libretto e, in anteprima, la nuova patente veneta. Me l'hanno contestata: non è valida. Questo lo dice lei, ho replicato, a casa mia, nel Veneto, è validissima».

A settembre il giudice aveva riconvocato De Pieri, presentatosi con una patente italiana, ma contraffatta. Ed era scattata un'altra denuncia per il reato di falsità materiale. (s.b.)

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