Protesi al ginocchio con il “navigatore”

Ortopedia di Este all’avanguardia in questa tecnica che limita al minimo i tagli di ossa

ESTE. Ospedale di periferia, ma eccellenza per tutto il Veneto. Numeri e pratiche d’avanguardia proiettano l’Ortopedia di Este e Monselice nel Gotha della sanità regionale. L’Azienda ha diffuso i dati relativi all’attività del reparto ortopedico, tra i più evoluti del Nord Est. Oltre 2.700 interventi nel 2012, di cui 1.200 di traumatologia, altri mille per le più diverse e diffuse patologie (artroscopie, chirurgia della mano, del piede, della spalla) e ben 520 impianti di protesi di anca, ginocchio e spalla. La direzione dell’Uoc di Ortopedia è affidata a Gianluca Bisinella, 42 anni di Arquà Petrarca, che guida uno staff di tredici medici la cui età media è di soli 43 anni.

L’Usl 17 è al primo posto tra gli ospedali pubblici del Veneto per numero di interventi – un migliaio all’anno – svolti per l’impianto di protesi al ginocchio con l’assistenza del computer con “navigatore”, tecnologia utilizzata dal 2005. Spiega Bisinella: «È applicata a tutti i pazienti sottoposti ad impianto di protesi al ginocchio: siamo tra i pochissimi ad usarla sistematicamente in tutti gli interventi di questo tipo. Generalmente invece il suo utilizzo viene limitato ai casi più complessi, perché si allungano leggermente i tempi dell’intervento. Siamo riusciti a mantenerci nei tempi standard, con tutti i vantaggi di questa tecnologia in termini di precisione dell’impianto e minore invasività». Il “navigatore” lavora al risparmio d’osso, richiedendo quindi una protesi ridotta al minimo.

«Con 100 interventi all’anno siamo centro di riferimento del Nord Est per l’ortopedia oncologica, branchia complessa in cui poche Usl si cimentano, con pazienti che arrivano a Este e Monselice da tutto il Veneto ma anche Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia», sottolineano il direttore generale Giovanni Pavesi e quello sanitario Salvatore Barra. I due segnalano anche il virtuosismo raggiunto sul fronte delle liste d’attesa: per l'inserimento di una protesi all’anca si aspettano 2 mesi, contro una media nazionale di 9. Gli indicatori qualitativi, poi, segnano tutti indici positivi. Un esempio è il tempo che intercorre tra la frattura di femore di un anziano e l’operazione: gli standard vogliono l’intervento entro 72 ore per il 70% dei pazienti, mentre l’Usl 17 raggiunge l’obiettivo addirittura per il 90%. (n.c.)

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