Prova a lanciare un lavabo contro una oss e devasta l’area rossa dell’ospedale
Domenica da panico a Schiavonia, in stato di fermo un 32enne di Casale di Scodosia. Ferito un infermiere

Giornata ad alta tensione domenica pomeriggio al pronto soccorso di Schiavonia dove un 32enne di Montagnana ha devastato il bagno dell'area rossa dell'ospedale.
Ha sradicato il lavabo dal muro tentando di lanciarlo contro una oss, ma è stato bloccato contro una infermiera che l’ha chiuso, con molto sangue freddo, all'interno dello stesso locale, in attesa di rinforzi.
L'ha spaccato a terra usando poi dei pezzi di ceramica come pugnale contro la porta dietro la quale minacciava di uccidere tutti.
Alla fine ha passato la notte piantonato dai carabinieri ed ora è ricoverato nel reparto di Rianimazione dove è stato sedato.
I fatti erano iniziati proprio domenica mattina quando l'uomo, S.C. si era recato in caserma dei carabinieri a Montagnana per denunciare terze persone in merito ad una presunta aggressione subita.

Lì aveva perso subito le staffe ed era stato richiesto l'intervento dell'ambulanza che l'aveva portato al pronto soccorso scortata proprio dai carabinieri. All'ospedale era stato curato per una presunta intossicazione da sostanze stupefacente e i medici avevano seguito la normale procedura cercando di riportarlo alla calma con l'uso di un farmaco.
E’ stato quando si è deciso di risvegliarlo pian piano che è successo quello che non si poteva prevedere ossia l'uomo è andato in escandescenza all'interno del bagno dell'area rossa dove aveva chiesto di andare e sradicando un lavabo nel tentativo di ferire gli addetti sanitari si è ferito e ha perso molto sangue.
Per bloccarlo sono intervenute otto persone e la guardia giurata dell'ospedale oltre ai carabinieri del radiomobile di Abano. Un sanitario è rimasto pure ferito durante la sfuriata dell’uomo.
La dottoressa Roberta Volpin, direttrice dell’Uoc Pronto Soccorso degli Ospedali Riuniti Padova Sud, sottolinea la tempestività con cui il personale ha gestito l’emergenza: «Medici, infermieri, operatori socio sanitari e personale della vigilanza hanno reagito con grande prontezza, riuscendo a contenere la situazione ed evitando conseguenze ancora più gravi. Complessivamente, sono stati circa dieci gli operatori intervenuti».
«È stato un episodio molto critico – racconta ancora –. La violenza dell’aggressione e la forza dell’uomo hanno creato una situazione di estrema pericolosità, causando ingenti danni al Pronto Soccorso. Determinante, in quei momenti, è stata anche la prontezza di un’infermiera in turno che è riuscita a chiudere la porta del bagno e a bloccarla con una barella, isolando l’aggressore. Una reazione pronta e decisiva».
«Quanto accaduto agli Ospedali Riuniti Padova Sud è un episodio grave, che avrebbe potuto avere conseguenze ben più serie. Desidero esprimere la mia vicinanza agli operatori coinvolti e il mio vivo ringraziamento per la professionalità e la prontezza dimostrate in una situazione di estrema difficoltà – dichiara Patrizia Benini, direttore generale dell’Usl 6 Euganea –. Il fatto che non si siano registrati feriti tra pazienti e operatori è un risultato importante, frutto della capacità del personale di intervenire in modo tempestivo e coordinato. La sicurezza di chi lavora nei nostri ospedali e di chi vi accede per ricevere assistenza è una priorità e continueremo a mantenere alta l’attenzione su questo tema. Un ringraziamento anche al personale della vigilanza interna alla struttura e alle forze dell’ordine per la tempestività e la professionalità degli interventi».
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