Trovato morto in casa dopo un mese, spuntano due cugini

I parenti di Roberto Corrà hanno contattato una trasmissione Rai: «Faremo i funerali». I cugini hanno appreso la notizia dal Mattino di Padova, non erano più in contatto con il parente da anni. La vicina: «Ancora nessuna sanificazione»

Felice Paduano
Il condominio di via Valdagno dove viveva Roberto Corrà
Il condominio di via Valdagno dove viveva Roberto Corrà

Dopo un silenzio durato tre giorni, proprio durante la trasmissione televisiva di RaiUno “La vita in diretta”, andata in onda giovedì 3 settembre e condotta da Manuela Moreno, si sono fatti vivi due cugini di Roberto Corrà, il pensionato di 73 anni, ex dipendente Amniup (poi AcegasAps), trovato morto dopo un mese nel suo appartamento in via Valdagno, in zona Armistizio.

Scomparso da un mese, era morto in casa e nessuno se ne era accorto
Il condominio di via Valdagno, in zona Armistizio, dove è stato trovato morto Roberto Corrà, 73 anni

I cugini hanno detto che avevano appreso la brutta notizia solo dal Mattino di Padova perché non erano più in contatto con il parente da diversi anni e che, comunque, si occuperanno loro dei funerali e di tutte le altre formalità burocratiche che saranno necessarie.

Durante la trasmissione della Rai sono stati intervistati anche alcuni condomini dello stabile. Tutti hanno riferito che Roberto Corrà, che sino al 2003 aveva vissuto con la madre Amelia Bellon (originaria di Lozzo Atestino e morta da 23 anni) era una persona molto schiva: non salutava mai nessuno e quando era sulle scale per andare fuori e incontrava qualcuno rientrava subito in casa oppure accelerava il passo per uscire fuori in assoluto silenzio.

Un comportamento strano e poco amichevole, eppure quasi tutti lo consideravano ugualmente una persona buona anche perché, di nascosto, dava da mangiare ai gatti del condominio.

Intanto la famiglia di Dainiela Lucchesi, docente del Cpia, che abita proprio di fronte alla casa del pensionato deceduto senza che nessuno del condominio se ne accorgesse perché erano tutti in vacanza, continua a segnalare che, dopo che i carabinieri hanno portato via la salma nell’obitorio dell’ospedale, non è stata effettuata nessuna sanificazione: «Siamo ancora in emergenza igienico-sanitaria», sottolinea l’insegnante del Cpia di Padova, «il perdurare del caldo africano non aiuta il rischio degli effetti della mancata sanificazione. Ho saputo che in questi casi occorre anche l’iniziativa del sindaco Sergio Giordani perché il primo cittadino, giuridicamente, è il responsabile della salute di tutti i cittadini padovani. Per risolvere questo problema noi condomini vorremmo incontrare i due cugini che si sono fatti vivi. Sarebbe tutto più facile».

A interessarsi del caso, ovviamente, è stata anche l’amministratrice condominiale Caterina Tolu, che sta provando a trovare una soluzione al problema.

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