Qualità della vita, Padova si conferma sesta in Italia
Nella classifica di Italia Oggi la provincia euganea è prima in Veneto, seguita da Verona. Bene ambiente e affari, male la sicurezza

Padova si conferma sesta provincia in Italia per qualità della vita secondo la ricerca di Italia Oggi. È il territorio in cui si sta meglio in Veneto, con Verona che guadagna nove posizioni e si piazza al settimo posto. In vetta alla classifica elaborata dal quotidiano finanziario assieme all’università La Sapienza di Roma c’è Milano, mentre ultima è la provincia siciliana di Caltanissetta. Come si nota da questi primi dati, è netto – e tende ad aumentare – il divario tra Nord e Sud del Paese. Lo studio mette in evidenza le città italiane che offrono le migliori condizioni di benessere ai propri abitanti e si articola in nove dimensioni d’analisi: Padova eccelle nell’ambito ambientale (nonostante un livello di polveri sottili ancora altissimo) ed è in ottima posizione per quanto riguarda affari e lavoro. Male – come ogni anno – e in peggioramento rispetto allo scorso anno il comparto della sicurezza. Il presidente della provincia (e sindaco) Sergio Giordani è stato invitato a Roma per la presentazione e la premiazione delle realtà in top ten.
La classifica italiana
Milano conquista nuovamente la vetta di Italia Oggi, seguita da Bolzano e Monza. Servizi, soglia di reddito, infrastrutture, vitalità del tessuto produttivo: sono questi i principali elementi di qualità che devono contraddistinguere un centro urbano di grandi dimensioni secondo gli studiosi. In fondo alla classifica Caltanissetta (107esima), insieme a Reggio Calabria (106 con 11 posizioni in meno sul 2023) e Agrigento (105esima). Per quanto riguarda il resto del Veneto dopo il settimo posto di Verona c’è Vicenza che è tredicesima, quindi ventesima è Venezia e una posizione più in basso Treviso. Chiudono Belluno al 35esimo posto e Rovigo al 51esimo.
«Lo studio si articola in 93 indicatori di base: è un lavoro complicato, perché deve mettere assieme dati che sviluppiamo in maniera ponderata, connettendo un numero rilevante di indicatori. È un metodo che, alla prova dei fatti, funziona», spiega il responsabile dell’elaborazione dei dati Alessandro Polli, docente di Statistica economica alla Sapienza. «Dalla ricerca di quest’anno emerge principalmente il divario tra Nord e Sud Italia e la conferma di una rilevante crescita delle città metropolitane», aggiunge Marino Longoni, condirettore di Italia Oggi.
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