Quasi tutte le auto superano nella Ztl il limite di 30 km/h

Denuncia di Legambiente dopo il monitoraggio del traffico con telelaser. Sabato sit-in di protesta in via San Francesco
PD 26 giugno 2004 G.M. Centro , ciclisti fermi al semaforo (CARRAI) BICICLETTE - CARRAI
PD 26 giugno 2004 G.M. Centro , ciclisti fermi al semaforo (CARRAI) BICICLETTE - CARRAI

PADOVA. Legambiente ha diffuso i dati della seconda tranche del monitoraggio effettuato con telelaser su cinque vie in Ztl nelle quali vige il divieto per i mezzi a motore di superare il limite di 30 chilometri orari. Il risultato dell’indagine è ancora più clamoroso di quello registrato nella prima tranche: nella parte di Riviera Mussato, da ponte Tadi a corso Milano, il 93 per cento delle macchine controllate ha superato il limite dei 30 orari. «Da notare», racconta Chiara Ogniben, una delle volontarie che ha effettuato la rilevazione, «che la carreggiata non è ampia, che c’è un passaggio pedonale all’incrocio con via Patriarcato, all’altezza del ponte di ferro e che sono installati alcuni dossi per frenare la velocità, e tuttavia solo il 7 per cento del campione ha rispettato il limite dei 30 e il 5% viaggiava a più di 55 chilometri all’ora, con una punta massima di 74 superando addirittura il limite di 50 orari che insiste sulle aree urbane. Il 44% superava i 40 all’ora e il 21% marciava tra i 45 e i 55. Insomma, la stragrande maggioranza degli automobilisti non rispetta i limiti prescritti».

Perché questa campagna di rilevamenti con i telelaser? «Si tratta», dice Lucio Passi, «di promuovere una ciclabilità diffusa in centro storico. Risulta dalle statistiche che dove la velocità delle automobili non supera i 30 chilometri orari gli incidenti diminuiscono del 42 per cento, non solo, la città cambia aspetto perché la bassa velocità permette la convivenza tra mezzi motorizzati, ciclisti e pedoni. Si verifica anche che il mantenimento di una bassa velocità, riduce le fasi di accelerazione e frenata, con una riduzione del consumo di carburante e quindi un’inferiore emissione di sostanze inquinanti, dagli ossidi di carbonio e di azoto alle polveri sottili. Ma c’è anche un aspetto psicologico: l’automobilista in Ztl deve rendersi conto di viaggiare in uno spazio che non è esclusivamente suo». «Dai dati finora raccolti», osserva Passi. «emerge che più alta è la presenza di ciclisti più l’automobilista è indotto, a volte costretto, a rispettare il limite di 30 e più tale limite è rispettato più la zona è frequentata volentieri da chi si sposta a piedi o in bicicletta”. La strategia della zona 30 è applicata in grande stile in Germania che ne ha circa 20 mila, ma molte ce ne sono anche in Francia, Svizzera, Austria e Belgio. Sono convinto – continua Passi – che disponendo la bidirezionalità delle biciclette anche nei sensi unici per le auto con apposita segnaletica, il limite dei 30 sarebbe osservato, la presenza dei ciclisti garantirebbe un’efficace dissuasione alla violazione del limite di velocità. D’altra parte, se abbiamo riscontrato un diffuso superamento del limite (75%) in via dei Tadi, direzione via Concariola e il 67% in una strada corta come via Gaspara Stampa (da via del Santo a Riviera Tito Livio) e il 73% in via Porciglia, via Zabarella conferma la nostra ipotesi. Qui infatti solo il 42 per cento dei mezzi a motore supera il limite dei 30 mentre il 68 per cento lo rispetta. E questo perché la strada è caratterizzata da una massiccia presenza di pedoni e ciclisti che costringono le auto a rallentare». Per istituzionalizzare la zona 30, sabato Legambiente organizza in via San Francesco, la strada del centro storico più frequentata dai ciclisti, un sit-in. L’appuntamento è alle 11,30 all’angolo con via Santa Sofia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Argomenti:ztl

Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova