Quelli dei diciotto furti in una notte

Rubavano nei garage, nelle aziende, nelle abitazioni, all’interno delle auto in sosta. In una sola notte, da Chiesanuova a Selvazzano, sono riusciti a mettere a segno ben 18 furti. Un’attività incessante, nota a molti connazionali ma soprattutto al mercato clandestino della ricettazione. Dopo mesi di indagini, riscontri tecnici, pedinamenti, intercettazioni telefoniche e ambientali, gli uomini della squadra mobile di Padova hanno sgominato una banda di predoni. Forse la più attiva nel Nord Italia. Con un provvedimento d’urgenza il pubblico ministero Benedetto Roberti ha chiesto il fermo di quattro persone. Altre cinque sono indagate. Il “gruppo di Cahul”, venivano chiamati così.
Furti a raffica
Sessanta chili di biscotti al kamut alla Pasteria Aries di Vidor (Treviso), litri di olio biologico in un’azienda agricola di Valdobbiadene (Treviso), macchinari di vario genere nella ditta Veneta Flex di Campagna Lupia (Venezia), centinaia di giocattoli alla Tobia’s Giochi di Monselice, 350 litri di gasolio ad Albettone (Vicenza): sono solo alcuni dei colpi messi a segno in questi mesi, intervallati da case, garage, auto in sosta. Riuscivano a muoversi con estrema rapidità. Rubavano l’auto, la nascondevano, la usavano nelle ore della notte e poi tornavano alla guida delle loro vetture “pulite”, quasi tutte con targhe inglesi. Tra l’1 e il 2 aprile scorsi in via Ungaretti a Caselle di Selvazzano hanno svuotato ben 7 garage, a Piacenza d’Adige invece hanno rubato la colonnina del distributore automatico in via Provvidenza. Mentre la notte del 17 marzo sono riusciti a mettere a segno ben 18 furti tra via Chiesanuova e Selvazzano.
L’indagine
Gli uomini della squadra mobile di Marco Calì li stavano seguendo dallo scorso mese di novembre con intercettazioni telefoniche, ambientali e anche con alcuni dispositivi gps applicati alle autovetture. Gli stessi investigatori della questura di Padova sono rimasti stupiti di fronte al ruolino di marcia della banda di giovani moldavi: Padova, Vicenza, Verona, Venezia, in un’occasione si sono spinti anche a Vercelli e ad Alessandria non disdegnando pure le trasferte in Belgio e Francia. A quel punto, vista la situazione, d’intesa con il pubblico ministero Benedetto Roberti, gli uomini di Calì hanno deciso di bloccare il gruppo. Quattro sono finiti in manette, altri cinque al momento figurano solo come indagati. La polizia addebita loro 50 colpi in pochi mesi, contestando il reato di associazione a delinquere finalizzata ai furti e alla ricettazione.
Il mercato clandestino
Le intercettazioni telefoniche hanno permesso di tracciare un quadro esaustivo dell’attività svolta. Spesso i membri della banda ricevevano telefonate da altri connazionali interessati ad acquistare pneumatici, attrezzi da cantiere, tablet, navigatori satellitari e altri innumerevoli oggetti. Bastava una telefonata, qualche giorno di attesa e la merce era pronta alla consegna. Durante una scorribanda notturna il capo della banda, alla guida di un’auto rubata, ha incrociato una pattuglia dei carabinieri. Ne è nato un inseguimento sul filo dei 120 chilometri orari tra Mestrino e Selvazzano. Ma una volta seminati i militari il ladro non ci ha pensato neppure un attimo a sospendere l’attività: ha cambiato vettura ed è tornato a rubare.
@enricoferro1
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