«Recuperiamo l'antico Portello»
La proposta del Comitato Mura: stombinare il canale San Massimo

PORTA PORTELLO. Per il recupero del quartiere il Comitato Mura ha chiesto di stombinare il canale San Massimo e tutelare il sistema murario
PORTELLO.
Stombinare il canale San Massimo e salvaguardare il sistema murario del Cinquecento «sacrificato» dall'ospedale da un lato. Dall'altro procede il restauro del Portello: nella porta dipinta dal Canaletto si passa ancora, anche se fra qualche settimana ci saranno quattro, a loro modo storici, giorni di chiusura dovuti ai lavori della porta vittima del tempo e diventata un porta...annunci (soprattutto per unversitari). Se si aggiungono le asfaltature su via Belzoni e Ognissanti, si può capire il fermento in zona Portello: il recupero urbanistico può essere un modo per arrivare al recupero totale del quartiere, da tempo infestato dagli spacciatori. I residenti lo chiedono fortemente: il Portello deve ritornare ad essere un quartiere residenziale e vivibile. Il Comitato Mura di Padova apre il dibattito sul futuro dell'area di quello vecchio, che pian piano verrà smantellato. «Sarà imprescindibile considerare il recupero di un considerevole tratto del sistema bastionato cinquecentesco - fa sapere il Comitato con una nota su Ecopolis, settimanale ambientalista -. L'intera area ospedaliera attuale è attraversata dalle strutture della cinta muraria rinascimentale. Nel settore del policlinico e del monoblocco, dove ad un occhio distratto non sembrano presenti parti di questa struttura, permangono ancora oggi circa 280 metri della muraglia seppur solo nella parte inferiore dal profilo inclinato, così mutilata fin dall'inizio del Novecento; senza contare tutta la porzione (alcuni metri di altezza) oggi interrata, ma integra e recuperabile». Il messaggio del Comitato è chiaro: una volta smantellato l'ospedale non si dovrà procedere, in nessun modo, a nuove colate di cemento che nascondano le mura cittadine ma non solo. «Nella zona ad est di via Giustiniani le antiche mura si presentano addirittura sostanzialmente integre in tutta la loro altezza per 400 metri - spiega il Comitato - Qui sorge infatti il bastione Cornaro, il più imponente di tutto il sistema fortificato, opera del Sanmicheli su cui vige, è bene ricordarlo, un vincolo architettonico fin dal 1923». Ecco allora l'idea del Comitato per il futuro della zona. «L'elemento storico principale e irrinunciabile di cui si dovrà tenere conto nella trasformazione post-ospedaliera dovrà essere quindi quello del corretto recupero della porzione di mura, intesa come sistema bastionato che comprenda quindi anche le zone della fossa e dei tracciati stradali originali. Senza tralasciare la riscoperta del tratto del canale di San Massimo che oggi scorre interrato sotto le cliniche».
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