Riaperta l’edicola-tabaccheria teatro della tragica spaccata

CORREZZOLA. Le locandine all’ingresso, i giornali e le riviste sugli scaffali, i pacchetti di sigarette ordinati sulla mensola dietro il bancone. Sabato la frazione di Civè ha ritrovato la sua edicola-tabaccheria e con essa una normalità che mancava dalla notte tra il 25 e il 26 aprile.
Normalità invece che sarà molto più complicata da ricreare, almeno per il momento, per Franco Birolo che l’altro ieri ha comunque ripreso, come preannunciato, il suo lavoro. Su di lui pesano l’incognita dell’indagine giudiziaria per omicidio volontario e il ricordo ancora vivo di una vicenda che ha stravolto la sua vita.
Nella tabaccheria l’altra mattina con lui, a sostenerlo emotivamente almeno nelle prime ore della giornata, c’era la madre che per tanti anni aveva gestito l’attività. «E’ stato un po’ strano ricominciare» racconta Birolo con un mezzo sorriso e con il volto decisamente meno teso rispetto agli ultimi giorni. «Ho perso un po’ i ritmi che cadenzavano le mie giornate. e con essi la dimestichezza con i prezzi di giornali e prodotti. Mi ritrovo a dovere controllare per non sbagliare qualcosa. Credo sia normale per tutti ritrovarsi un po’ disorientati dopo un periodo di interruzione del proprio lavoro per cause di questo genere».
L’ingresso del negozio è stato sistemato e il vetro frantumato durante l’incursione dei ladri (terminata con la morte di uno di loro, colpito da un proiettile esploso dall’edicolante) è stato sostituito. «Quello che ho riscontrato sin dalle prime ore della giornata» dice «è stato il grande numero di persone passate a salutarmi. Sento attorno a me e alla mia famiglia una forte solidarietà, cosa che non fa che rincuorarmi».
Gli acquisti per il momento sono segnati su un quaderno di carta perché sul bancone non c’è ancora un registratore di cassa funzionante. Quello vecchio, la notte del furto finito in tragedia, è rimato in mezzo alla strada, abbandonato. «Devo anche dire» continua Birolo «che la gente del posto si è anche rallegrata perché ha finalmente ritrovato un servizio, quello dell’edicola, che era venuto a mancare».
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