Ricattava i “clienti” gay, condannato per estorsione

Andrea Franzon, in arte Andy Milo, pubblicava annunci per incontri particolari. Poi minacciava chi cadeva nella trappola: o soldi o svelava tutto alle famiglie

ABANO TERME. Per i fan si chiama Andy Milo ed è un cantante di latin pop tutto muscoli e corpo sempre esibito, attorniato nei video in rete da appariscenti ragazze piuttosto disinibite. Per la giustizia, che ieri lo ha condannato, è semplicemente Andrea Franzon, classe 1982, nato a Montagnana e residente nella Bassa padovana a Casale di Scodosia, imputato di estorsione continuata sia consumata che tentata. Ai danni di chi? Di uomini che rispondevano ad annunci, pubblicati su quotidiani o in rete sui siti specializzati in incontri gay. 

Il giudice padovano Elena Lazzarin ha inflitto al giovane due anni e sei mesi di carcere (senza la sospensione condizionale della pena) imponendo anche il pagamento di 1200 euro di multa; in più l’imputato dovrà saldare, oltre alle spese legali sostenute, un risarcimento complessivo di 7.500 euro, di cui 5 mila a una vittima e 2 mila e 500 a un’altra vittima, le uniche a costituirsi parte civile tutelate rispettivamente dal penalista Ernesto De Toni e dall’avvocato Susy Zaupa.

Bastava telefonare e lasciare nella memoria telefonica di Franzon il proprio numero di cellulare e il guaio era combinato: il trentaduenne ricontattava la persona che lo aveva cercato, minacciava di svelare ai familiari, all’entourage lavorativo e agli amici le abitudini sessuali dell’interlocutore, la sua omosessualità e la ricerca di prestazioni sessuali maschili a pagamento. Per molte vittime, sposate e con figli, il rischio era di avere l’esistenza devastata. Ecco che più di qualcuno ha pagato, salvo poi rivolgersi alle forze dell’ordine di fronte a una situazione diventata via via insostenibile per le costanti richieste di soldi del ragazzo. Solo in pochi non hanno mai accettato quel diktat.

Qualche esperienza in tv - tra cui, nel 2010, una partecipazione come cantante-fitness a "Italia's got talent" - un lavoro come vocalist nelle discoteche e la partecipazione a sfilate di moda locali, Franzon aveva fatto del ricatto un lavoro. Un lavoro organizzato senza troppi scrupoli: dopo il breve colloquio, l’appuntamento in qualche locale di Abano. Quasi subito, in cambio del silenzio, la richiesta di danaro o di una ricarica della carta postepay o del cellulare, in genere dai 50 ai 100 euro alla volta. L’identità delle vittime? Uomini quasi tutti sposati, dai 37 ai 68 anni di Abano, Trieste; del Veneziano (Fossalta di Portogruaro, Marano di Piave, Martellago), del Vicentino (Montecchio Maggiore) e della provincia di Napoli.

Nel febbraio 2014 Franzon era finito agli arresti domiciliari, poi in il ritorno in libertà, a marzo 2015 un nuovo singolo in spagnolo intitolato “Eres una droga”, infine il processo e la condanna.

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