Ricca pesca nel tunnel allagato diventato un laghetto artificiale

Catturati nel tunnel di Montegrotto un siluro da 30 chili e dieci carpe da altrettanti chili. Il sindaco: «Tracimati tutti i canali intorno»

MONTEGROTTO TERME. Tutto si sarebbe aspettato di ritrovare il sindaco Massimo Bordin all’interno del sottopasso allagato di Mezzavia ma il risultato della “pesca” di Pasquetta, primo d’aprile, non se lo attendeva proprio.

Mentre stavano prosciugando l’interno dell’enorme vasca venutasi a creare dall’esondazione dei canali gli addetti ai lavori hanno catturato e rimesso a dimora nel loro habitat naturale10 enormi carpe da 10 chilogrammi ciascuna e un “siluro” da 30.

«Non mi si venga poi a dire che l’acqua è quella che non trova sfogo dai campi», commenta deciso il primo cittadino. «È evidente che hanno tracimato i canali e i pesci ne sono la prova. L’evento straordinario di sabato scorso, vigilia di Pasqua», prosegue Bordin, «ha messo a dura prova il territorio ma alla fine le numerose vasche di laminazione realizzate in questi ultimi dieci anni sono servite, al punto che solo in sporadiche situazioni c’è stato un principio di allagamento. Quello che va invece ribadito e condannato», continua duro, «è che nella zona della Vallona, che parte dal maneggio di Mezzavia e arriva fino alle porte di Turri, che di fatto è un bacino naturale, negli anni Ottanta amministratori e ufficio tecnico comunale hanno deliberato permessi di costruire a raffica, incuranti del rischio derivante dalla cementificazione. Oggi», termina il sindaco, «anche grazie al sottopasso, si viene a creare una vasca di raccolta acque che impedisce alle abitazioni del quartiere di finire allagate, purtroppo però questo comporta disagi al traffico e spese per la pulizia».

Bordin è soddisfatto nonostante tutto, parla di sistema di canali che in linea di massima hanno funzionato e bacini che hanno retto al peso di 135 millimetri di pioggia incessante, che alla mezzanotte della vigilia di Pasqua ha creato allarme nella popolazione.

«A quell’ora si è avuta la massima della marea e i fiumi non scaricavano», racconta il primo cittadino. «La chiusa dell’arco di mezzo del canale Battaglia è entrata in funzione perfettamente, purtroppo i terreni erano zuppi e non filtravano più. L’acqua, tracimando, non è stata assorbita allagando le campagne e riversandosi poi, dopo aver superato le paratie, all’interno del sottopasso. Avevamo da poco portato in superficie le tre pompe affinché non si bloccassero, ma il livello del liquido che entrava era di gran lunga superiore al getto delle pompe. Ma, ripeto, si è trattato di un evento straordinario».

Numerosi e in alcuni casi pesanti i commenti degli utenti di Facebook alle immagini del sottopasso allagato che ha fatto il giro di vari gruppi di discussione. L’opinione che prevale tra la gente è quella del disagio e della disappunto per un’opera che, a detta di molti, poteva essere realizzata in maggior sicurezza.

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