Rimborsi dopo gli allagamenti chiesti oltre due milioni di euro

Privati e aziende hanno presentato in totale 164 domande che oggi saranno inoltrate alla Regione Quantificati in due milioni e mezzo, inoltre, i danni al patrimonio pubblico di Selvazzano
Di Gianni Biasetto

SELVAZZANO. Ammontano a 2.050.000 euro le richieste di rimborso dei danni agli alloggi privati e alle attività produttive creati dagli allagamenti dei primi di febbraio nel Comune di Selvazzano, in particolare nei quartieri di Caselle e Tencarola dove l’acqua ha sommerso quasi tutti i piani interrati dei fabbricati. Si tratta di richieste che riguardano solo i beni immobili, che ci si augura trovino accoglienza all’interno del finanziamento di 27 milioni di euro assegnato dal Consiglio dei ministri alla Regione Veneto nella seduta del 16 maggio scorso. Cifra che comprende, però, anche il ristoro dei danni provocati dalla neve lo scorso inverno nella montagna veneta. Le domande pervenute all’ufficio protocollo del municipio di Selvazzano entro il termine previsto di lunedì 25 agosto sono in totale 164 (18 quelle delle aziende). Un centinaio in meno delle dichiarazioni sommarie, per un ammontare di 2.400.000 euro, presentate nei giorni successivi l’evento calamitoso. Nei 2 milioni abbondanti di richieste di rimborso, la cifra che riguarda le aziende per edifici, attrezzature e impianti di produzione è di 230.000 euro. Irrisorio, appena 12.000 euro, l’ammontare dei risarcimenti pagati dalle assicurazioni. «Questo sta a significare che sono pochi i cittadini di Selvazzano assicurati contro questo tipo di calamità», afferma il sindaco Enoch Soranzo. «Tengo a precisare che queste richieste riguardano esclusivamente, per quanto riguarda i privati, danni riportati dai fabbricati quali sistemazione dei pavimenti, degli intonaci e degli impianti elettrico e termoidraulico. Non sono considerati in questo contributo del governo i danni provocati dall’acqua alla mobilia, i contenuti degli scantinati e le auto».

Nelle richieste che il Comune di Selvazzano invierà oggi a Venezia sono esclusi anche i danni al patrimonio pubblico. Quantificati in circa 2,5 milioni di euro. «Sono stati solo censiti perché per ora non sono previsti finanziamenti», fa sapere Soranzo. Solo per far fronte all’emergenza abbiamo dovuto prelevare dal bilancio comunale 150.000 euro. Sono serviti per le riparazioni urgenti e per effettuare la verifica della rete di smaltimento delle acque meteoriche nelle aree soggette a frequenti allagamenti. Ventimila euro, inoltre, è la spesa che abbiamo sostenuto per pagare la fattura di Etra relativa alla raccolta porta a porta di quanto l’acqua i primi di febbraio ha distrutto nelle strade maggiormente colpite. A tutto questo vanno aggiunti i 500.000 euro destinati al potenziamento dell’impianto idrovoro di Brentelle. Entro fine settembre, inoltre, dovremo trovare altre risorse per migliorare la situazione idraulica nel nostro territorio prima che arrivi l’inverno».

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