Ristori per le fiere, a Padova 3 milioni «Ripartiamo da eventi e Centro congressi»

Il decreto Sostegni ha stanziato i fondi a copertura delle perdite: ora la società è in sicurezza dal punto di vista finanziario
Claudio Malfitano



Il primo giugno 1921 era un mercoledì e via Tommaseo brulicava di carrozze e persone. C’era infatti l’apertura della terza edizione della Fiera Campionaria ma soprattutto l’inaugurazione del «quartiere stabile», il primo in Italia, con quattro padiglioni di 5 mila metri quadri ciascuno. Anche nel 2021 c’è fermento nell’area di via Tommaseo: gli operai stanno ultimando i lavori del nuovo centro congressi e soprattutto negli uffici, sotto la spinta del presidente Antonio Santocono, si lavora a una nuova partenza. Quella dopo il Covid, che sarà aiutata dai contributi che arriveranno da Roma.

Oggi i milioni messi sul tavolo sono 250 per tutto il sistema fieristico nazionale. A Padova dovrebbero arrivarne tra 3 e 4 come ristoro per le perdite del 2020 e del 2021. Rappresentano la chiusura del cerchio rispetto al business plan messo a punto dal direttore generale Luca Veronesi rispetto al deficit da 9 milioni dello scorso anno, che così non costerà nulla ai soci di Padova Hall (cioè la società della Fiera). «Abbiamo presentato la richiesta per i ristori, aspettiamo un riscontro entro fine mese – spiega Veronesi – Intanto l’intera stagione autunnale è confermata, i segnali che abbiamo sono molto buoni».

Il punto sui ristori

Non solo le discoteche, tra le attività che non hanno potuto aprire neppure un giorno durante l’emergenza sanitaria ci sono le fiere e i congressi. Con il governo Conte per il 2020 erano stati stanziati appena 7 milioni di euro per tutto il sistema fieristico italiano. Padova Hall (la società della Fiera) ha ottenuto così appena 47 mila euro.

Ora il governo Draghi ha schierato l’artiglieria pesante: il fondo ristori per le fiere ha una dotazione di 100 milioni di euro, cui si aggiungono altri 150 milioni dai contributi Simest (dal nome della società di Cassa depositi e prestiti che dovrà gestirli). Quello che non è ancora chiaro è se i due fondi siano compatibili o alternativi l’uno all’altro.

«Abbiamo fatto richiesta tra i primi enti italiani per il Simest. Mentre attendiamo le indicazioni operative per il fondo ristori – spiega Veronesi – Riprendere le attività adesso è molto costoso, il danno di questi mesi è stato importante. Ma noi siamo pronti a ripartire e i segnali di sono molto interessanti: i nostri clienti ci hanno tutti confermato il loro interesse a riprendere le manifestazioni».

Oltre che per il riavvio della macchina, i ristori sono necessari a sistemare i conti della società che è comunque stata messa in sicurezza dal punto di vista finanziario.

LE MANIFESTAZIONI AUTUNNALI

Dunque si parte il 1 luglio con “Africa Architectour”, una fiera settoriale focalizzata su design, arredamento e finiture d’interni con una sessantina di imprese italiane pronte a incontrare importanti architetti, costruttori e importatori di 11 Paesi africani. Ma in autunno sono confermate tutti i grandi eventi in calendario: Flormart a settembre, poi la preview di Bar Next (l’evento che sostituisce Technobar & food), CityVision, Auto e moto d’epoca, Tuttinfiera, Exposcuola, Antiquaria e ArtePadova. «Abbiamo tutte le basi per una buona ripartenza – anticipa Veronesi – Tutti gli investitori ci hanno confermato la loro presenza».

il lancio del centro congressi

E in autunno sarà pronto anche il nuovo Centro congressi, anche se dal punto di vista dell’operatività bisognerà aspettare il 2022 per vedere i congressisti passeggiare nel quartiere (e poi in città). Il lancio è stato affidato ad Aim, una società che è tra i leader globali del settore e che si occuperà di presentare la nuova location e del suo posizionamento sul mercato internazionale. «Anche grazie a questa nuova apertura il nostro paese si allinea sempre più ai migliori standard mondiali del settore – spiega Flaminia Roberti, direttrice vendite globali di Aim – Lavorare in un contesto come quello del nuovo quartiere fieristico padovano, estremamente promettente e innovativo, è davvero stimolante. Il nostro obiettivo è di dare al nuovo centro congressi una forte identità e riconoscibilità sul mercato sia nazionale sia internazionale». La società si occuperà di creare un logo, un sito, dei social network: in pratica una brand identity per la struttura padovana. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova