Ritardi e cancellazioni Pendolari arrabbiati per i tanti treni in tilt

Un inconveniente avvenuto alla stazione di Terme Euganee ha avuto conseguenze in tutta la Bassa Padovana
Di Francesca Segato

MONSELICE. Il colpevole, almeno per questa volta, sarebbe il telecomando che regola il traffico ferroviario, andato in tilt alla stazione di Terme Euganee. A farne le spese, come sempre, ieri mattina sono stati i pendolari che a centinaia devono percorrere la tratta Rovigo-Padova. Un treno soppresso, il “famigerato” 6410 che ferma alle 7.39 a Monselice, tanti altri con ritardi a catena. Il guasto, fa sapere Trenitalia, ha interessato gli apparati della stazione di Terme Euganee, dalle 6 alle 7 di ieri mattina. È stato poi risolto, ma intanto si sono accumulati ritardi su vari treni regionali, coinvolgendo anche alcune Frecce.

Il treno 11472, che dovrebbe fermare a Monselice alle 7.05, è arrivato con un ritardo di 17 minuti, poi recuperato fino a giungere a Venezia con un ritardo di 4. Il treno successivo, il 2222 delle 7.20, si è presentato in stazione a Monselice con “solo” 6 minuti di ritardo, per poi arrivare a Venezia con 13 minuti. Mentre quello delle 7.39 è stato cancellato, perché avrebbe accumulato troppo ritardo dovendo per forza accodarsi agli altri due. Tanti e pesanti i disagi per i pendolari.

«Il regionale veloce delle 7.20 ha poi fatto il regionale per la tratta fino a Padova fermandosi in tutte le stazioni tanto che ha accumulato ritardo» racconta Guido Bertazzo, che partiva da Monselice. «È l’ennesima giornata di ritardi che va a sommarsi alle condizioni in cui si viaggia ogni giorno. Ieri il regionale veloce delle 7.20 era così affollato che il capotreno a Padova non sapeva più dove far salire i passeggeri. I disagi sono molteplici: dal ritardo che oramai è cronico al sovraffollamento, vuoi per soppressione di alcuni treni vuoi per numero di carrozze limitato».

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