Saldi estivi, bilancio senza entusiasmo: incassi in calo di circa il 10 per cento
Meno clienti e incassi in calo per i negozi padovani e veneti. Confesercenti: «I saldi non bastano più a rilanciare i consumi» e chiede di spostare le date

Si chiude lunedì 31 agosto la stagione dei saldi estivi 2026 e, per il commercio padovano e veneto, il bilancio è quello di una sostanziale tenuta, ma con risultati inferiori alle aspettative. Secondo la rilevazione realizzata da FISMO Confesercenti Veneto Centrale tra i propri associati, il 67% dei commercianti ha registrato un’affluenza più bassa rispetto allo stesso periodo del 2025.
Gli incassi, nel complesso, vengono stimati in diminuzione di circa il 10%.
I numeri
Il dato conferma un atteggiamento più prudente da parte dei consumatori. Anche durante i saldi, infatti, gli acquisti sembrano concentrarsi soprattutto sulle fasce di spesa più contenute: la maggior parte dei clienti ha destinato agli acquisti meno di 50 euro, mentre un’altra quota significativa si colloca nella fascia compresa tra 100 e 199 euro.
«I dati raccolti confermano che i saldi continuano a essere un appuntamento importante per i consumatori, ma non sono più sufficienti da soli a far ripartire la spesa», osserva Nicoletta Allibardi, presidente di FISMO Confesercenti Veneto Centrale. Secondo Allibardi, oggi chi entra in negozio tende a valutare con maggiore attenzione ciò che compra, privilegiando «un rapporto qualità-prezzo reale» rispetto alla semplice convenienza dello sconto.
Sostegno al commercio
Un elemento positivo, secondo l’associazione, riguarda comunque il ruolo del negozio fisico, che continua a rappresentare un punto di riferimento per una parte significativa degli acquirenti. «Il protagonismo confermato del negozio fisico è un patrimonio da valorizzare», sottolinea Allibardi, chiedendo alle istituzioni interventi a sostegno del commercio di vicinato, anche attraverso strumenti che aiutino gli esercizi tradizionali ad affrontare la trasformazione digitale.
Resta però aperta la questione del calendario delle vendite promozionali. Per FISMO, infatti, la collocazione temporale dei saldi non risponde più alla loro funzione originaria. «Dovrebbero chiudere la stagione e invece si aprono quando la stagione è appena cominciata», evidenzia Allibardi, ricordando anche il fenomeno dei cosiddetti presaldi, che finiscono per anticipare ulteriormente l'appuntamento ufficiale.
«Regole semplici»
Proprio sulla modifica delle date l’associazione ha avviato una petizione alla Camera dei Deputati. La raccolta ha già superato le 3mila firme di imprenditori del settore.
L’obiettivo è ottenere un calendario nazionale più uniforme e, soprattutto, una maggiore equità tra commercio tradizionale e vendite online. «Chiediamo regole semplici e uguali per tutti, capaci di ristabilire un equilibrio concorrenziale reale tra negozi fisici e piattaforme online», ribadisce la presidente di FISMO.
Per l’associazione, il tema non riguarda soltanto le modalità con cui vengono applicati gli sconti, ma il futuro stesso del settore moda. «I saldi dovrebbero essere davvero di fine stagione, mentre oggi iniziano quando la stagione è appena cominciata», conclude Allibardi. Da qui la richiesta di intervenire sul calendario per restituire maggiore certezza agli operatori e trasparenza ai consumatori.
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