Saldi, primo bilancio: "Tanti acquisti ma non per tutti"
Bene il centro di Padova e i centri commerciali, male i comuni della Provincia nei primi due giorni di ribassi

PADOVA. Saldi promossi a metà. Almeno per quanto riguarda i primi due giorni di ribassi. Almeno secondo lo studio presentato da Confesercenti, che ha interrogato decine di operatori del settore calzature e abbigliamento della città, della prima cintura urbana e dei comuni più piccoli, sia dei centri storici, che delle periferie e dei centri commerciali.
La mattinata di shopping intenso all'Epifania ha riservato buone sorprese sia per i commercianti che per i saldisti, nonostante la neve leggera che in alcune zone scendeva e che poi si è trasformata in pioggia. Proprio la pioggia nel pomeriggio ha dirottato i consumatori verso i centri commerciali artificiali della provincia.
I commercianti del centro storico hanno replicato o aumentato le performance dello scorso anno ma le entrate nei negozi appaiono in numero inferiore allo scorso anno (dati di alcuni negozi dotati di conta persone che registrano un calo di ingressi del 30-50%).
Un centro storico quello padovano che si continua a dimostrare attrattivo anche nei confronti dei consumatori provenienti dalle province vicine. Dalle province confinanti si stima che arrivino circa il 40% dei consumatori che comprano a Padova. Tra gli acquisti si è trattato essenzialmente di capi spalla, pelletteria, calzature, giubbotteria, maglioni. Si è vestito di più l'uomo, specialmente chi non ha ricevuto regali di abbigliamento importanti durante il periodo natalizio.
"Nei piccoli comuni l'abbinata 6 gennaio come inizio dei saldi non ha funzionato. Io avevo il negozio aperto ma Casalserugo era un deserto - spiega Linda Ghiraldo, presidente della Federazione italiana settore moda Confesercenti - Questo tipo di aperture sono fatte a uso e consumo solo dei centri storici e dei centri commerciali. Sto lavorando meglio oggi e anche per domani le previsioni sono buone. I piccoli negozi chiedono con forza che i saldi inizino a febbraio non prima. I nodi che affliggono la categoria e che dirottano il saldista sono vari: la contraffazione dei prodotti, la concorrenza spietata sul prezzo e sulla qualità dei cinesi, gli sms inviati da alcune catene della grande distribuzione ai clienti già un mese fa, gli outlet sempre più diffusi. Noi cerchiamo di difenderci con un ottimo rapporto qualità prezzo, conoscendo le esigenze dei clienti e sapendoli coccolare e accontentare in tutti i periodi dell'anno. Da noi non ha senso sparare le cartucce nei primi due giorni dei saldi, il cliente deve poter trovare i capi che gli interessano tutto l'anno".
Argomenti:commercio
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