Santa Caterina d’Este, multe annullate sulla nuova regionale 10: manca una norma chiara
Il sindaco replica alle accuse di Altvelox: «Il Ministero distingue tra approvazione e omologazione, ma non ha mai definito con chiarezza una procedura completa»

«Il problema non è il Comune, ma un vuoto normativo a livello nazionale». Con questa affermazione il sindaco di Santa Caterina d’Este, Tiberio Businaro, è intervenuto per replicare alle polemiche nate dopo l’annullamento di due verbali per eccesso di velocità rilevati dall’autovelox lungo la Sr 10 Var.
Una sentenza del giudice di pace di Rovigo che, nei giorni scorsi, ha portato anche alla condanna del Comune al rimborso delle spese di giudizio, ha riacceso il dibattito sull’utilizzo dei dispositivi di controllo della velocità privi di omologazione.
La denuncia di Altvelox
Dopo la decisione del giudice erano arrivate parole dure da parte di Altvelox. Il presidente Gianantonio Sottile Cervini aveva parlato di una situazione «intollerabile», sostenendo che «continuare a scaricare la giustizia sulle tasche dei cittadini urta contro i principi di uguaglianza e di effettività della tutela», denunciando inoltre «l’ennesimo annullamento legato alla mancanza di documentazione tecnica chiara e annunciando nuove iniziative giudiziarie».
La replica del sindaco
A quelle critiche il sindaco ha voluto rispondere punto per punto. «Prima di tutto: l’autovelox è stato disinstallato, la scelta è stata fatta proprio a causa dell’attuale incertezza giuridica che riguarda i dispositivi di rilevazione della velocità in tutta Italia. A oggi nessun autovelox è formalmente omologato secondo una procedura tecnica univoca e definitiva. Il Ministero distingue tra approvazione e omologazione, ma non ha mai definito con chiarezza una procedura completa».
Businaro ha poi evidenziato che «le sentenze non fanno la legge e che su casi simili, in altri tribunali, sono state prese decisioni opposte». Da qui la scelta dell’amministrazione: «Pur potendo continuare a utilizzare lo strumento, abbiamo deciso di non farlo per evitare contenziosi, polemiche e strumentalizzazioni. Qui non si parla di fare cassa, ma di sicurezza stradale. Ridurre la velocità significa ridurre gli incidenti e salvare vite. In attesa che lo Stato chiarisca le regole, prudenza e rispetto delle persone vengono prima di tutto». —
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