Save rischia l’addio al “Catullo” Cariverona apre le porte a F2i

Save rischia di perdere l’aeroporto Catullo di Verona. A tenere aperto l’uscio per far uscire i veneziani e favorire l’ingresso di un socio finanziario, ci sarebbe Fondazione Cariverona. E se la mela non cade tanto lontano dall’albero il nome di questo nuovo investitore potrebbe essere F2i. La sgr che investe in infrastrutture ed ha tra i suoi sponsor la Cdp, la Cassa Depositi e Prestiti di cui sono azioniste anche le Fondazioni oltre al Tesoro. Sarà certamente un caso, ma forse neanche tanto.

VERONA. Save rischia di perdere l’aeroporto Catullo di Verona. A tenere aperto l’uscio per far uscire i veneziani e favorire l’ingresso di un socio finanziario, ci sarebbe Fondazione Cariverona. E se la mela non cade tanto lontano dall’albero il nome di questo nuovo investitore potrebbe essere F2i. La sgr che investe in infrastrutture ed ha tra i suoi sponsor la Cdp, la Cassa Depositi e Prestiti di cui sono azioniste anche le Fondazioni oltre al Tesoro. Sarà certamente un caso, ma forse neanche tanto.

Governance in ballo

Andiamo con ordine. Venerdì il sindaco di Verona Federico Sboarina ha annunciato che i soci veronesi di Aerogest intendono rivedere i patti parasociali con Save, che sono in scadenza a ottobre. Nella sua dichiarazione Sboarina ha spiegato che l’intenzione è rivedere la governance e gli accordi tra i partner industriali e soci pubblici e privati. Aggiungendo che questa settimana ci sarà un incontro tra Camera di Commercio, Provincia Fondazione Cariverona. I soci pubblici di Aerogest hanno il 47% del Catullo/Montichiari, la Fondazione Cariverona il 2,8%, Save arriva al 41%.

Un piano a otto zeri

L’intenzione, affermano alcune fonti, sarebbe quella di tagliare fuori Save, metterla in minoranza e costringerla a sedersi al tavolo da venditore. La regia sarebbe proprio della Fondazione veronese con l’appoggio di Sboarina. Alessandro Mazzucco, presidente di Cariverona, da quando è arrivato al vertice dell’ente veronese non ha mai fatto mistero di essere molto scontento della gestione dell’aeroporto. E ha sempre dimostrato di guardare alla partecipazione nello scalo in maniera molto seria ed attenta. Mazzucco riterrebbe il piano di investimenti di 60 milioni insufficiente, considerando che sia invece necessario essere più incisivi e spingere anche per il rilancio di Brescia Montichiari. La logica è semplice: Verona è la seconda metà turistica veneta, ma è anche uno snodo logistico fondamentale del Nord industriale verso mercati partner, quindi servono investimenti incisivi per sistemare l’aerostazione veronese impostare il piano per i cargo di Montichiari. Almeno un piano a otto zeri, quindi non decine di milioni di euro, ma centinaia. In sintesi: l’aumento di capitale da 20 milioni per sostenere il piano di investimenti, che Save è disposta a sottoscrivere per il proprio pro-quota, non è ritenuto sufficiente. E certamente Cariverona non farà il regista con i soldi degli altri, se ci sarà da sostenere l’aeroporto, anche in vista di un cambio della proprietà, è pronta a fare la propria parte.

L’incognita Riello

Tuttavia, Save si è sempre dichiarata indisponibile a cedere la propria quota, anzi l’intenzione di Enrico Marchi è quella di andare in maggioranza nel Catullo proprio per consentire al suo progetto di polo Nordest degli aeroporti di compiersi. E allora come confinarlo in un angolo e costringerlo a farsi da parte?Il primo passo sarebbe la rottura dei patti. Al suo interno Aerogest non è un blocco unico a sfavore di Save, Giuseppe Riello, che con la Camera di Commercio di Verona è uno degli azionisti di maggiore peso, si è sempre detto a favore di Marchi.

La sfida in Aerogest

La tenuta quindi si svolge tutta dentro Aerogest. Se i soci saranno concordi nel mettere in minoranza Save, con lo scioglimento dei patti, a quel punto Marchi difficilmente resterebbe. E un socio finanziario pronto ad entrare, con interessi a Nordest, che ha appena messo una fiche su uno scalo piccolo, ma dal quale Save si è sfilata (parliamo di Trieste Airport), c’è. E questo partner ha anche quote indirette, tramite Sea-Milano, in Sacbo (Aeroporto Orio al Serio) che era interessato proprio allo scalo di Montichiari. Questo soggetto risponde alla sgr guidata da Renato Ravanelli e si chiama F2i. —

 

Errata Corrige: Nel pezzo pubblicato sui nostri giornali abbiamo, erroneamente, attribuito a Ettore Riello la presidenza della Camera di Commercio di Verona e di VeronaFiere. Il presidente della Camera di Commercio è invece Giuseppe Riello, mentre il presidente di VeronaFiere è Maurizio Danese.

Ci scusiamo con i diretti interessati e con i nostri lettori.
 

Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova