Schiaffi lungo il Brenta fra podisti e motociclisti

FONTANIVA. Scorribande di ragazzi in motorino lungo il Brenta, un vandalo prende a schiaffi e sputi un padre di famiglia il giorno di Pasquetta, davanti alla figlioletta. È la goccia che fa traboccare il vaso e i frequentatori del fiume, in cerca di un po’ di pace, lanciano l’allarme: «Finiamola, le regole devono essere rispettate: c’è un problema di legalità, tutti i divieti sono ben visibili e non vengono rispettati, e poi è in gioco anche l’incolumità delle persone, il rischio di incidenti è enorme».
La questione è nota da anni: con l’arrivo della bella stagione compagnie di teenager corrono verso le rive e trasformano i sentieri interni in vere e proprie piste da motocross. Loro si divertono, ma qualcuno non ne può più: sono gli amanti della tranquillità e le famiglie in cerca di un’immersione nella natura. Non si tratta di uno sfizio, la legge sta dalla loro parte. Il problema è che, a quanto pare, «non si riesce a far rispettare le più semplici regole», sbottano gli amanti del fiume. Le aree dove si concentrano impennate, accelerazioni e gas di scarico a più non posso, sono quelle della “busa” di Giaretta, compreso tutto il tratto di pista ciclabile che raggiunge lo storico bar “Ceo Paiaro” a Fontaniva. I motorini – spesso con la cilindrata “truccata” – trovano il pertugio per le incursioni sia dal bar che passando il cancello vicino al maneggio.
La situazione è sempre tesa, al punto che a Pasquetta – il giorno che di fatto “apre” la stagione di frequentazione del Brenta – c’è stata anche una rissa: alla polizia locale è stata infatti segnalata da un residente una lite, che ha visto coinvolto un padre con la sua piccola. Papà e bimba se ne stavano tranquillamente a passeggiare, nel primo pomeriggio, quando sono stati disturbati da un ragazzino alla guida del suo motorino. Per fare il bullo con i suoi amici, il giovanissimo se l'è presa con l’uomo che lo richiamava a un minimo di contegno e a rispettare le regole, e lo ha aggredito con sputi e schiaffi, senza considerare una raffica di offese verbali. Una situazione che ha rischiato di finire fuori controllo. Fortunatamente, dopo i primi attimi di tensione, i due si sono separati, prendendo ognuno la propria strada. Il parapiglia non è però sfuggito agli occhi di alcuni podisti, che spaventati si sono messi in contatto con le forze dell'ordine. «Servono più controlli», dicono i frequentatori del Brenta, «per ripristinare alcuni principi di legalità minimi e il rispetto delle regole di sicurezza». Una su tutte: in riva al fiume non si corre in moto.
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